Accadeva 100 anni fa…


Erano ancora dei veri gentiluomini quelli che da una e dall’altra parte combatterono la guerra di montagna

Prima guerra mondiale.

Quasi tutti gli alpinisti viventi sono in prima  linea, e nelle Dolomiti alcuni riescono a compiere nuove ascensioni, e altri, in divisa, ad aprire nuove vie sotto il fuoco nemico per scopi  tattici.

La guida Sepp Innerkofler il 19 giugno scende con Hosp dalla Cima Undici per il Ghiacciaio Pensile, e Tarra, un ufficiale, con alcuni  alpini del battaglione fenestrelle sale sulla Tofana di fuori da est, il 4  luglio, Berti, tenente medico, sotto la Cima Piccola di lavaredo, in un giorno di sole e di calma, compie una variante diretta d’attacco alla  sovrastante Cima con due alpini, De Vincenzi e Schirato.

Sepp  Innerkofler con vari soldati austriaci raggiunge la Croda Rossa di  Sesto per il circo est e, dalla parte italiana, il tenente De Zolt con  sette alpini si arrampica sotto la fucileria nemica fin sull’alta Cresta  Zsigmondy nel Popera per la Busa di Dentro, e poi scende dal Monte  Giralba alla forcella omonima.

Gava, Bertuletti e Borella con altri  cinque alpini montano sul  Pianoro del Dito per la parete est.

All’alba  del 4 luglio Sepp Innerkofler sale furtivo il Paterno da nord con  Forcher, per conquistare la vetta presidiata da tre alpini. A pochi  metri dalla cima lancia tre bombe. Ma un alpino, l’eroico Piero De  Luca, ferito, si sporge e vede vicino il nemico. Solleva un masso e lo  scaglia nel vuoto. Sepp viene travolto e muore incastrato nel camino Oppel.

Antonio Berti ch’era alla Forcella Lavaredo comprende subito  chi poteva avere osato tanto. Medica l’alpino De Luca, al  quale verrà conferita la medaglia di bronzo, e si prodiga perché una  cordata di alpini recuperi durante la notte il corpo dell’eroe e lo  tragga in vetta, seppellendolo con gli onori militari, al di sopra di ogni  confine di nazione.

Nel libro “Guerra in Ampezzo e Cadore”  Berti scrive: “ Avvenuta l’invasione austriaca la salma fu trasportata nel cimitero di Sesto. Ce ne duole. Avremmo amato, arrivando lassù,  ritrovarla per inchinarci di fronte a un eroe che ha onorata la  Montagna. ”

Tratto da “IL LIBRO D’ORO DELLE DOLOMITI”
di Severino Casara
Longanesi & C. 1980. Pag. 52

La salma di Sepp Innerkofler finì in mano nemica e venne sepolta  sullo stesso Paterno dai nostri Alpini, che posero sulla sua tomba una lapide con la scritta:

Al morto re delle Dolomiti i suoi nemici!

Erano ancora dei veri gentiluomini quelli che da una e dall’altra parte combatterono la guerra di montagna…

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