Alpini e Marinai

I valori degli uomini dalle rocce agli oceani, nelle parole di un principe del mare dalle origini zumellesi.

Su di uno dei tanti commoventi cippi del Cimitero Sacrario di Redipuglia si legge questa frase di un anonimo:

…per noi, Fanti del Carso,
gloria è dormir vicini
ai puri eroi dei monti,
nostri fratelli Alpini…

Mi piacerebbe parafrasare queste belle parole non solo per i Fanti, ma anche per i Marinai. Questo breve aforisma infatti, nella sua essenzialità, racchiude concetti fondamentali che accomunano e affratellano i soldati dei monti e del mare.

Non solo amor di Patria, senso del dovere e sacrificio, che accomunano tutta la grande Famiglia Militare; ma quello che colpisce è quel riferimento alla purezza uscito dall’anima dell’anonimo poeta-soldato quale evidente riferimento allo splendido ambiente in cui operano gli Alpini, capace di per sé a fortificare lo spirito, ispirare i più alti ideali e temprare
il carattere al coraggio e alle sfide più ardue senza mai dimenticare i propri limiti ed il dovuto rispetto per la forza e la bellezza della natura.

Il monumento dedicato ai marinai caduti nel tragico affondamento del cacciatorpediniere “Alpino”, al porto di La Spezia

Valori, sentimenti, sensazioni e stili di vita che accomunano però anche chi opera in pace e in guerra non solo in montagna, ma anche in mare.

Ambienti diversissimi e al contempo così simili per le sfide ed i limiti che pongono all’uomo e i sentimenti che ispirano.
Vi è molto in comune tra vette maestose, cime ripidissime e abissi marini. Sono accomunati dal senso del mistero che ispirano. Sono accomunati dal senso di sgomento e di piccolezza che coglie l’uomo di fronte ad esse e dal sentimento di sfida e di orgoglio che coglie i coraggiosi che osano affrontarne i pericoli e al contempo ammirarne la potenza e bellezza innalzando però il pensiero a Dio, sempre consci dei propri limiti.

Le accomuna il vento che fischia impetuoso tra le rocce, così come tra le sartie delle navi; così come le accomuna
il senso di infinito che comunicano i loro sconfinati orizzonti e il senso di pace che comunica il loro intenso, penetrante silenzio quando il vento tace e le onde sono placide come le chiome degli abeti in una notte serena.

Ma il paragone si esalta ulteriormente, se i coraggiosi che affrontano le insidie dei flutti e delle vette sono anche in armi. Allora, all’eroismo si aggiunge eroismo e le gesta diventano leggenda.

Per questo Alpini e Marinai si assomigliano nel carattere e nello spirito e le pagine di eroismo che il Corpo degli Alpini e la nostra Marina hanno scritto in pace e in guerra hanno un sapore particolare che le distingue.

Sia in pace che in guerra infatti alla purezza di eroismo ed abnegazione si aggiunge la sfida agli elementi naturali e  all’ambiente al contempo amato e spesso ostile e sempre grandissima umanità.

E le gesta di Marinai ed Alpini, in pace e in guerra sono infatti spessissimo caratterizzate da altissimo altruismo e generosità verso i compagni d’arme, il prossimo e la comunità di appartenenza e da nobilissimi gesti di cavalleria e rispetto anche per il nemico, perché mare e montagna affratellano comunque coloro che ne affrontano le sfide e ne assaporano l’infinita bellezza e la spiritualità che emanano.

Ammiraglio di Divisione (aus.)
Paolo Sandalli

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