Cosa vuol dire “spirito alpino”

Testimonianza dal fronte Greco-Albanese (1940/41) di un Finanziere con la Penna Nera.

Verso la fine del Novembre 1940 venne istituito per esigenze tattico – militari, un Reggimento con il 1° e 2° Btg. Finanzieri ed il Btg. Alpini Intra al comando del Colonnello degli Alpini Fini, dislocato sulle alte cime del fronte Greco-Albanese onde frenare il feroce attacco degli Ellenici nel rigido inverno ’40-‘41 con l’occupazione delle località di LEMHUSKA e DOBREJ.

Bisogna ricordare che a causa dei continui e feroci attacchi del nemico, gli Alpini della 3^ Compagnia del Btg. Intra, a noi limitrofa, rimasero privi di munizioni e pertanto obbligati e quindi pronti all’assalto alla baionetta, con le immaginabili disastrose conseguenze di essere sterminati dal fuoco nemico.

Giunse allora dal Comandante della 3^ Compagnia la richiesta di rinforzi di militari per trasportare casse di munizioni dalle retrovie, bloccate a fondo valle. Siamo a quota 715 ed il fronte a 1400 metri. Le casse piene di munizioni pesavano 56 Kg. ciascuna. Vista la drammatica situazione in cui si sono venuti a trovare gli Alpini, un gruppo di colleghi Finanzieri, dotati di buona forza fisica, si misero a disposizione per salvare tante vite italiane, consci che le salmerie, per la piena del fiume e per i bombardamenti delle artiglierie nemiche, erano bloccate e che forse non avrebbero potuto effettuare i rifornimenti in tempo utile.

Cartolina inviata al padre Alessandro da Lopud il 26.5.41, con timbro posta militare n. 32 del 29.5.41 – anno XIX, regolarmente arrivata a Casarine.

Cartolina inviata al padre Alessandro da Lopud il 26.5.41, con timbro posta militare n. 32 del 29.5.41 – anno XIX, regolarmente arrivata a Casarine.

Tra mille difficoltà e sprezzanti del pericolo a cui andavano incontro, i Finanzieri riuscirono a portare aiuto agli Alpini della 3^ Compagnia, rifornendo loro le munizioni necessarie per sostenere alla pari il combattimento.

Grazie ai rifornimenti giunti in tempo, i combattimenti sull’arco del fronte costrinsero gli Ellenici a ripiegare anche a causa delle forti perdite umane.

Nel frattempo il nostro reparto, sempre a causa delle perverse condizioni climatiche e dei bombardamenti dei porti sul fiume VAJUSSA, rimase privo di rifornimenti. Gli Alpini della Compagnia posizionata sul fronte destro vennero a conoscenza della nostra situazione e dopo qualche giorno di astinenza, con piacevole sorpresa, arrivarono le “fiamme verdi” con secchi di “foraggiata” rinunciando a parte del loro rancio; si trattava di verdure secche che, bagnate con la neve sciolta e riscaldata, diventavano un caldo minestrone. Questo ed altro quanto hanno fatto gli eroi appartenenti al Btg. Intra, a dimostrazione dello spirito di cameratismo e di Corpo Alpino che corre fra le sentinelle per antonomasia (finanzieri sui confini di montagne) e le penne nere di aquila (gli Alpini).

Autore di questa testimonianza è Antonio Caldart di Casarine (cl. 1918) già Maresciallo Maggiore Aiutante della Guardia di Finanza, ora residente a Cavarzere (VE).

(Articolo tratto dal Col Maòr n° 2 del 2004)

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.