Eddie Chapman: lo scassinatore che voleva uccidere Hitler

Eddie Chapman, ex scassinatore e poi agente doppio. Arruolato prima dai tedeschi col nome di Fritzchen e poi dagli inglesi con quello di agente Zig-Zag. Nel 1943 si offre come kamikaze per uccidere Hitler. Ma il suo piano non piace a Winston Churchill, che piuttosto di dare in mano la partita a Stalin con il conseguente rischio del comunismo, preferisce la follia nazista di un Hitler vivo.

A rivelare la storia sono gli archivi di guerra inglesi dell’MI5 di recente declassificati e resi pubblici. Ma partiamo dall’inizio. Eddie Chapman è un ragazzo inglese qualsiasi, di animo generoso.

Tant’è che il suo intervento salva la vita ad un uomo caduto in mare. Svolge il servizio militare nel Corpo delle Coldstream Guards. Un cittadino modello, insomma, fino a quando non scopre di avere una certa abilità a far saltare in aria le casseforti.

Inizia così una brillante carriera di scassinatore che però si conclude velocemente con l’arresto e la reclusione nel carcere di Jersey, nelle Chanel Islands (Isole del Canale).

Le isole britanniche vicine alla Francia, nel Canale della Manica, tra la Normandia e la Bretagna. L’unico pezzo di terra inglese che verrà occupato dalle forze armate di Hitler.

Quando sbarcano i tedeschi, nel giugno del 1940, Chapman si proclama nazionalsocialista. E viene arruolato nell’Abwehr, il Servizio informazioni dell’esercito hitleriano diretto dall’ammiraglio Wilhelm Canaris.

Chapman riceve l’incarico di sabotare gli stabilimenti aeronautici inglesi De Havilland, dove si producevano i caccia bombardieri Mosquito per la Royal Air Force. Paracadutato in Inghilterra, però, decide di fare il doppio gioco per servire la patria. Si rivolge al MI5 (Military Intelligence, Sezione 5) di Londra, l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito con il quale concorda l’operazione.

La notte del 29 gennaio 1943 l’agente Fritzchen (per i tedeschi) Zig-Zag (per gli inglesi) scala la recinzione della fabbrica De Havilland, piazza la carica ridotta e fa saltare in aria il tetto di un capannone. La notizia viene diffusa tramite i servizi segreti inglesi e pubblicata sul Daily Telegraph. Dove viene letta da un autentico agente nazista di Londra che la inoltra a Berlino.

L’azione suscita entusiasmo, ed un ufficiale tedesco dei servizi segreti Abwehr promette a Chapman un posto in prima fila, di fronte al Fürer, ad una adunata nazista. Chapman intuisce che questa è un’occasione formidabile ed irripetibile per eliminare il dittatore.«Con la mia esperienza di esplosivi posso far saltare Hitler» dice Chapman ad un ufficiale inglese.

«Che tu abbia successo o meno – risponde l’ufficiale – saresti immediatamente liquidato». «Sì, ma che modo di uscire di scena…» commenta fieramente Chapman. Ma non se ne fa nulla. Il piano dell’attentato non piace a Churchill per due motivi. In primo luogo il governo inglese è contrario all’assassinio dei leader politici.

Eppoi perché in quel momento Londra ritiene che Hitler fosse più utile da vivo che da morto, con la sua folle strategia militare. Non dimentichiamo che il 22 giugno del 1941 le armate della Wehrmacht invadono la Russia senza dichiarazione di guerra, infischiandosene del patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop del 1939 (senza che per questo la Germania sia mai stata ritenuta inaffidabile, come invece è successo all’Italia per aver fatto pressappoco la stessa cosa nei confronti dell’ex alleato tedesco dopo l’8 settembre del ’43).

Un attacco al comunismo, che non poteva che far piacere a Churchill. Chapman, dunque, ritorna a Berlino senza esplosivo e senza poter passare alla storia come colui che elimina Hitler. I tedeschi, dal canto loro, hanno già pronta per lui la decorazione della Croce di Ferro per la brillante azione di sabotaggio portata a termine nel suolo britannico.

Nel dopoguerra Chapman scrive le sue memorie, che però lo portano diritto in Tribunale per aver violato il segreto d’ufficio (Official Secrets Act). Nel 1967 la sua storia diventa un film dal titolo “Agli ordini del Fuhrer e al servizio di Sua Maestà” interpretato da Christopher Plummer con Yul Brynner e Romy Schneider, nel quale però non si fa cenno al progetto di uccidere Hitler.

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