Giordano Bruno Bolzan

Il primo caduto salcese della IIa Guerra Mondiale

Abitava con la famiglia a Col da Ren. Fratello di Pia ved. Balbin, Angelo, Giovanna ed Alba ved. Caldart dal cui matrimonio è nato il figlio Renato (già vedova di guerra di Sponga Vittorio, del quale parleremo in seguito) e degli scomparsi Cesira, Corinna e Giorgio.

Nato il 27.10.1915, figlio di Giuseppe e Anna Sovilla. Celibe. Marmista. Soldato del 7° RGT Alpini partecipò, dall’11 al 25.06.1940, alle operazioni di guerra contro la Francia, con la 266^ Compagnia del BTG Val Cordevole. Finite le ostilità rientrò in sede e il 01.11.1940 venne trasferito al BTG Belluno. Con la 78^ Compagnia, dello stesso, incorporato nella Div. Pusteria, s’imbarcò a Brindisi e sbarcò a Valona in Albania il 25.11.1940, per prendere parte alle operazioni di guerra contro la Grecia.

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Morì in combattimento in Val Zogarias (Monte Golico) il 17.12.1940, per ferite multiple al torace, provocate da mitragliatrice nemica.

Riportiamo le testimonianze di tre soldati, suoi amici e compaesani, che operarono in quel periodo sul fronte greco-albanese e un articolo del bollettino parrocchiale di Salce.

Fluidino Della Vecchia (alpino del BTG Belluno, 79^ comp.):

“Stavamo combattendo, vidi Giordano cadere alcuni metri davanti a me. L’ordine era di non soccorrere nessuno, lasciando questo compito ai portaferiti, pertanto a malincuore continuai a muovermi cercando riparo per sottrarmi al tiro nemico e rispondere al fuoco. Io ero della sussistenza e mi mandarono lo stesso in prima linea a colmare i vuoti lasciati dai miei commilitoni, perché decimati oltre che dai Greci anche dalle malattie, dal freddo e dalla malnutrizione”.

Vittorio Bortot (alpino del BTG Belluno, 78^ comp.):

“Ero il Caporal Maggiore più anziano della Compagnia, comandante di squadra della stessa compagnia di Giordano. Egli mi chiese di far parte della mia squadra, ma io rifiutai perché essendo amico e compaesano non volevo che gli altri pensassero a favoritismi. Il fatto avvenne durante un ripiegamento, mi avvisarono che era ferito e si trovava al riparo dietro un masso ed io risposi – digli che se è fortunato e ritorna in Italia si ricordi di salutare i miei familiari -. La realtà purtroppo era un’altra. Quando arrivarono i portaferiti lo trovarono morto, colpito al petto.”.

Mario Bianchet (soldato del 104° Autogruppo):

“Ero in Albania e volevo andare a trovare il mio caro amico Giordano al Cimitero di Guerra dov’era sepolto. Nonostante non conoscessi la strada e ci fosse il rischio di imboscate, volli a tutti i costi raggiungere il Cimitero. Partii con un amico e domandando informazioni qua e là, giungemmo indenni alla meta. Dopo un lungo girare per quel Cimitero e quasi venuta meno la speranza di trovare la sua tomba, sull’ultima croce incontrata leggemmo finalmente il suo nome”. A questo punto Mario tace, è visibilmente commosso al ricordo di quel triste momento, immortalato nella foto che riportiamo.

Don Gioacchino Belli (da La Voce Amica – ottobre 1961):

“La Salma di Bolzan Giordano, caduto sul fronte Greco-Albanese il 17.12.1940 all’età di 25 anni, è giunta in Patria con le altre 1.300 Salme di commilitoni Caduti in terra straniera. Nella chiesa di San Gervasio, dove giunse il 28 settembre assieme ad un caduto della Parrocchia di Loreto (Luigi Triches), fu celebrata la funzione di suffragio. Ora riposa nel sacello dei Caduti per la Patria, nel cimitero di Prade”.

(Dal Col Maòr n° 4 del 2005)

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