Il Cerimoniale ANA

logo_anaIl Consiglio Direttivo Nazionale, nella seduta del 15 febbraio 2003, su proposta del presidente Giuseppe Parazzini, ha approvato il “Cerimoniale A.N.A.”, con lo scopo di disciplinare ed uniformare le modalità di esecuzione delle nostre manifestazioni associative.

Pare opportuno, in coda al nuovo Regolamento Sezionale ANA di Belluno, ricordare le disposizioni più importanti che ognuno potrà approfondire sulla “Libretta” già pubblicata e a cui si rimanda.

ATTI DELLE CERIMONIE – USO DEL CAPPELLO

Ogni cerimonia alpina si compone di più fasi: pianificazione, organizzazione e svolgimento.

Concorsi Militari – Secondo le direttive della circolare n. 30 del 5 aprile 2000, la richiesta (fanfara, cori, picchetti armati, materiali vari), deve essere inoltrata dalla Sezione, anche se la manifestazione è a livello di Gruppo , solo ed esclusivamente alla Sede Nazionale, che provvederà ad inoltrare la richiesta alle Autorità competenti.

Alzabandiera – Alle prime note dell’inno Nazionale TUTTI i presenti dovranno salutare militarmente ad eccezione: degli eventuali militari alle armi inquadrati, degli Alfieri e delle scorte, mentre TUTTI indistintamente dovranno accompagnare la musica con il canto; mentre gli amici o aggregati dovranno assumere la posizione di “attenti” e togliere il copricapo eventualmente portato. Si rammenta che l’equivalente del saluto militare per chi è a capo scoperto, è la mano destra portata all’altezza del cuore.

L’Inno Nazionale e “La leggenda del Piave” trovano corretta esecuzione rispettivamente: nella cerimonia dell’alzabandiera e nella cerimonia degli “Onori ai Caduti”.

Ordine di sfilamento – La composizione dello sfilamento deve essere improntata ai seguenti criteri:
– Fanfara – Gonfalone del Comune ospitante – Gonfaloni dei Comuni, Provincia e Regione – Vessilli e Labari di associazioni NON alpine (se presenti) – Autorità civili – Rappresentanze militari – Corona – Labaro Nazionale scortato (qualora non presente, il Consigliere nazionale di riferimento ed eventualmente gli altri Consiglieri nazionali prese nti prenderanno posto con le Autorità e rappresentanze militari) – Vessillo della Sezione o rganizzatrice della cerimonia scortato dal presidente e dal C.D.S. – Vessilli delle altre Sezioni – scortati dal rispettivo Presidente o da un suo delegato – Gagliardetti – Alpini in unico blocco.

Santa Messa in chiesa:
– all’inizio va dato l’attenti, seguito dopo qualche secondo dal segnale di riposo;
– all’elevazione va dato l’attenti da mantenere fino al termine della sequenza;
– al termine della comunione dei fedeli, prima della liturgia di chiusura, dovrà essere letta la Preghiera dell’alpino nella versione ufficiale allegata alla “libretta”, preceduta dal segnale d’attenti e al termine verrà dato il riposo.

Durante la funzione religiosa dovranno tenere il cappello alpino in testa solo ed esclusivamente il personale di servizio (coro,trombettiere, alfieri, lettore della Preghiera dell’alpino, personale del servizio d’ordine e, qualora previsto, il personale che serve messa o affianca o porta il feretro durante le esequie funebri) TUTTI gli altri presenti devono togliere il cappello alpino all’ingresso in chiesa. Si rammenta che anche il personale di servizio al momento in cui riceve l’Eucarestia deve comunque togliersi il cappello alpino.
Il cappello dovrà essere indossato da TUTTI i presenti solo per la lettura della Preghiera dell’alpino.

Santa Messa celebrata all’aperto:
tutti gli atti previsti per la Santa Messa in chiesa sono validi anche per la funzione all’aperto, ad eccezione del fatto che rimanendo solitamente in piedi, TUTTI terranno il Cappello Alpino in testa.

Onori ai Caduti – Dopo l’attenti e l’annuncio “Onore ai Caduti, la fanfara o il trombettiere esegue tre squilli d’attenti seguiti da “La leggenda del Piave”; quindi solo le massime autorità accompagnano la corona. Dopo la deposizione verrà suonato il “silenzio” d’ordinanza. Tutti i presenti dovranno salutare con la mano sul cappello ad eccezione degli alpini inquadrati in Reparto, nonché gli Alfieri del Labaro, dei Vessilli e dei Gagliardetti, loro scorte e portacorone. Al termine del “silenzio verrà dato il segnale di “riposo”.

Saluti e allocuzioni – Di norma le allocuzioni devono precedere la celebrazione della S. Messa. La successione dovrà avvenire in ordine inverso al rango e all’importanza degli oratori iniziando sempre con il saluto del rappresentante dell’Ente organizzatore (Capo Gruppo o Presidente di Sezione) che provvederà poi a rappresentare gli oratori. L’ultimo a prendere la parola dovrà essere tassativamente la più alta carica dell’Associazione presente ad eccezione del caso in cui sia presente una figura istituzionale (Ministro, Sottosegretario di Stato) che sarà così l’ultima a prendere la parola.

Esequie – I simboli dell’Associazione Nazionale Alpini (Labaro, Vessillo, Gagliardetto) intervengono alle celebrazioni funebri solo in casi determinati e NON devono essere abbrunati. I simboli che rappresentano gli organi dell’Associazione intervengono solo alle esequie dei Soci e sempre che la famiglia dell’estinto sia consenziente. E’ obbligatorio per tutti gli alpini che partecipano alla cerimonia funebre portare il Cappello Alpino; in chiesa valgono le stesse norme della Santa Messa alle quali si rimanda, compresa la lettura della preghiera dell’alpino. Un segnale d’attenti, quale estremo saluto della salma, potrebbe essere effettuato al momento della tumulazione o dell’inumazione.

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