Angelo Callegari

Da Salce.

Zio di Marcella Tavi; prozio di Marzia Callegari in Colbertaldo e di Giuseppe Savaris.

Nato il 14.09.1889, di Giuseppe e Baruffolo Antonia. Celibe. Operaio delle Ferrovie dello Stato, come il padre ed i fratelli, i quali passarono gran parte della loro vita nei caselli ferroviari.

Soldato di fanteria, combatté in Eritrea (1910 – 11) e in Tripolitania-Cirenaica (1911 – 12).

Nel maggio 1915 approdò nel 56° Regg. e morì a Cormons il 09.11.1915, dal colera. I suoi resti furono in seguito esumati ed il 14.10.1924 risepolti nel cimitero di Salce. Poté fregiarsi della medaglia commemorativa della guerra Italo-Turca (1911 – 12).

 

Vai alla scheda personale

 

Angelo Callegari, Celeste Fagherazzi, Domenico Caviola e Feliciano Fant erano tutti soldati del 56° Reggimento fanteria della Brigata Marche (55° e 56° Regg.), che in quel frangente era incorporata nella 4^ Divisione (fronte monte Sabotino) del II° Corpo d’Armata – 2^ Armata (fronte tra Plezzo ed il Podgora). Questa Brigata che operava in Cadore (vedi Vincenzo Carlin), veniva trasferita al villaggio Dol sulle pendici del monte Sabotino (nord di Gorizia), per partecipare alla 3^ battaglia dell’Isonzo (18 ottobre – 4 novembre 1915). Dal Dol, il 6 novembre, il 56° Regg. si spostava a Cosana, poi a Hum, per prendere parte, nei giorni 21 e 22, ad azioni contro le posizioni di quota 188 e della Selletta di Oslavia, dove cadeva Albino De Vecchi, di cui parleremo prossimamente. Da Pubblicazioni riportiamo: “Il 29 novembre, infine, i pochi superstiti si trasferirono nel vallone dell’Acqua (Lenzuolo Bianco). Dopo disagi d’ogni genere, sofferenze indescrivibili per la difficoltà dei rifornimenti, persistenti intemperie che trasformarono il terreno in viscida motta, le infezioni serpeggianti (colera e tifo), conferirono a quest’epico periodo una tragica grandezza.” Per quanto riguarda il colera: “In taluni l’effetto letale era immediato. Appena cominciati il vomito e la dissenteria, si stringevano  angosciosamente il ventre, raggomitolandosi con le braccia, mandavano un urlo selvaggio, un ringhio e si scioglievano: erano fulminati!”.
Condividi:
Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE