La Medaglia d’onore di Mario Bianchet

Mario Bianchet, un “salcese DOC” premiato nel ricordo delle sofferenze patite nei lager

Nella “Giornata della memoria” (del 2011 – NDR) il Prefetto di Belluno, Maria Laura Simonetti, ha consegnato ai 17 scampati all’orrore nazista la Medaglia d’Onore riservata a quanti furono internati nei lager e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.

Tra questi il nostro giamosino Mario Bianchet “Coppi”, classe 1916. Chiamato alle armi il 9 gennaio ‘37, congedato nel ‘38 e qualche mese dopo volontariamente richiamato per la Spagna.

La Medaglia d’Onore di Mario

Cessata la ferma volontaria si congeda, ma viene richiamato nel ‘40 e nel ‘41 è sul fronte greco-albanese dove contrae la malaria.

Guarito ritorna in Albania tra il ‘42 e ‘43. Nel ‘44 partecipa ad azioni partigiane con il Btg. Pierobon, Brigata De Biasi.

Il 19 novembre viene arrestato dai tedeschi e viene rinchiuso con il fratello Massimo, di soli 16 anni, ed Ernesto Da Rech nel campo di concentramento di Bolzano, col n° 9814 ed il triangolo rosso al petto, simbolo di prigioniero politico pericoloso.

Ma il momento peggiore della sua prigionia è stato quello di arrivare nel campo di concentramento e vedere che suo cugino faceva parte delle SS.

Anche se un po’ in ritardo, Mario, certamente con le lacrime agli occhi per il ricordo delle sofferenze patite assieme al fratello Massimo e ai tanti commilitoni, può stringere tra le mani la sua medaglia d’Onore e mostrarla ai figli e nipoti quale simbolo di quegli ideali per cui ha tanto sofferto e lottato da giovane.

(Articolo di Ezio Caldart per il Col Maòr n. 1 del 2011)

(Mario Bianchet è “andato avanti” il 20 gennaio 2015 – R.I.P.)

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