La solidarietà non ha campanili

A pochi momenti dall’andare in stampa ci arriva una notizia che non ci sentivamo di far passare nè sotto silenzio nè inosservata e che crediamo, pertanto, valga la pena condividere con tutti voi, cari lettori, Salcesi e no.

Il risultato economico dell’ultima Sagra di San Bartolomeo, nonostante il calo delle presenze registrato, è stato importante e superiore alle aspettative.

Il Comitato Organizzatore aveva deciso da tempo di porre in atto quello che a tutti i volontari, le realtà e Associazioni partecipanti era sembrata, fin dalla sua proposta, un’ottimo modo per fare della beneficenza: donare il ricavato al Dott. Giuseppe Pagano (da tempo residente a Salce e socio del nostro Gruppo) un’attrezzatura particolare per il suo reparto.

Così è stato.

L’intero utile della sagra, integrato dai contributi del Gruppo Alpini di Salce, della Parrocchia di Salce, della Dolomiti Bus e di un locale benefattore anonimo, è stato destinato all’acquisto della seguente strumentazione medica da donare all’Ulss n°1 Dolomiti: un polisonnigrafo avanzato (per la diagnosi corretta delle apnee notturne) destinato al Reparto di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Feltre, diretto dal dott. Giuseppe Pagano, ed un package di tre software (per interventi all’anca, al ginocchio e post-traumatici) destinato al Reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Belluno diretto da un salcese D.O.C., il dott. Corrado D’Antimo.

Ebbene…

…ebbene, sembra che un rappresentante dell’attuale gruppo di minoranza del Consiglio Comunale cittadino, venuto a conoscenza della cosa, non abbia saputo trovar di meglio che manifestare, con toni molto accesi, la sua indignazione per questa manifestazione di aiuto concreto nei confronti di un professionista, stimato sia a Belluno che a Salce, e del suo staff.

La colpa dei volontari Salcesi? Aver veicolato parte dei fondi raccolti col proprio sudore e lavoro verso l’Ospedale di Feltre e non verso quello di Belluno!

Ora, a questo nostro esimio rappresentante politico volevamo far sapere che quando si fanno le cose col cuore, in uno slancio gratuito nei confronti degli altri, non esistono nè bandiere nè campanili.

Noi Alpini siamo così. Da sempre.

E ci consola il fatto che anche il nostro paese lo è, nel suo slancio nei confronti dei meno fortunati.

Non ce ne voglia a male, quindi, questo “signore” della politica nostrana se non permetteremo nè a lui nè a nessun altro di venire a sindacare o, per dirla papale papale, a “mettere il becco” in questioni che riguardano solo ed esclusivamente i membri di una comunità che, da sempre, si dedicano con passione e fatica, sacrificando ore di lavoro e togliendo momenti alle proprie famiglie, per portare avanti una piccola missione che è quella di volere far del bene, senza guardare a chi è rivolto.

Col Maòr

 

(Dal Col Maòr n. 4 del 2017)

 

Clicca e leggi i Col Maòr dell’annata 2017

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