O la và, o la spàca!


La Squadra “Disperati” del Battaglione “Feltre”

Il Battaglione Feltre, del 7° RGT Alpini, dopo aver preso parte nel giugno del ’40 alla guerra contro la Francia, venne mandato in Albania per rinforzare il nostro dispositivo militare e poter “spezzare le reni alla Grecia”. Le ostilità incominciarono il 28.10.1940, le nostre truppe si trovarono presto in grosse difficoltà per l’accanita resistenza dei greci.

Se non fossero arrivati in aiuto i tedeschi, nostri alleati, gli italiani rischiavano d’essere spinti in mare. La guerra si concluse il 23.04.1941 con la resa della Grecia.

Il Feltre da metà luglio 1941 a fine agosto 1942, operò quale forza d’occupazione in Montenegro (Balcania), contro i partigiani slavi. Durante le operazioni militari contro la Grecia, sbarcarono a Valona gli Alpini del 107° BTG Complementi, che andarono a ricostituire i reparti decimati oltre che dal nemico, anche dal freddo e dalle malattie; era il 19.03.1941.

Facevano parte anche alcuni “Veci” Alpini della Parrocchia di Salce, che vennero subito aggregati al Feltre: Luigi “Gìo” Capraro (1911), Angelo Dal Pont “Gambina” (1911), Luigi Fistarol (1911), Lino Coletti (1911), Mario Nenz (1910), Giusto De Menech “Maraga” (1912) e qualche altro.

Diceva Gìo Capraro: “Facevamo tutti parte della stessa squadra detta “disperata” della 65^ Compagnia del BTG Feltre, DIV. Pusteria. I nostri superiori, però, non erano contenti della situazione perché, agendo insieme, rischiavamo di morire tutti in combattimento sul fronte greco-albanese, oppure, successivamente in Montenegro, cadendo in qualche imboscata tesa dai partigiani, dove difficilmente ne saremmo usciti vivi. Se ciò fosse avvenuto, per l’intera comunità di Salce, sarebbe stata una tragedia. Squadra detta “disperati”, perché lasciava poca speranza ad una soluzione positiva; disperavamo di portare a casa la “ghirba” e il nostro motto era “o la và o la spaca”. La fortuna ci ha permesso di ritornare tutti alle nostre case. Io riportai la frattura dell’omero sx a Podgorica il 26.07.1941 e rientrai in patria prima degli altri, girando per vari ospedali.”.

Da “Voce Amica” del settembre 1941, in risposta ad una delle tante lettere inviate dal fronte a don Ettore Zanetti riportiamo: “D.M.G. – P.M. – La “Disperata” è quasi sciolta? Che sappia io non manca che Capraro, il quale come sai, fratturandosi il braccio sinistro in un incidente, fu per 15 giorni in ospedale in Albania e poi dal 17 agosto ricoverato a Varese, dove medico e suore lo trattarono bene e da dove spera di uscire a metà settembre a godere di una meritata licenza. Auguro che anche a Te e ai tuoi Comilitoni sia concesso di poter venire presto sano e salvo in famiglia. Saluti cari a tutti voi di laggiù.”.

E infine una curiosità. Col nome di “disperata” venne chiamata la 15^ squadriglia da bombardamento della Regia Aeronautica Italiana, durante la guerra d’Abissinia “1935-36). Ne fecero parte, in qualità di piloti in cerca di gloria, due “grossi calibri” del Fascismo: Galeazzo Ciano ed Alessandro Pavolini. (A.D.P.)

Gìo Capraro
capraroCapo stradino del Comune di Belluno ha ricoperto vari incarichi; Capofrazione di Giamosa, Presidente dell’Ass. Volontari Assistenza Ammalati bisognosi di Salce per dodici anni, Consigliere della Scuola Materna di Salce e vicecapogruppo del Gruppo Alpini gen P. Zaglio di Salce. Da sempre nel direttivo del Gruppo, è stato un punto di riferimento di tutti gli Alpini, per la sua saggezza, la sua disponibilità e la sua lungimiranza nel dare preziosi consigli utili a far crescere l’immagine ed il prestigio del Gruppo, anche attraverso il nostro notiziario Col Maor.

(Articolo di Armando Dal Pont per il Col Maòr n. 3 del 2006)

– Nella foto di copertina un reparto di Alpini in Albania (22 agosto 1942) –

 

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