L’Alpino più amato della Val Pusteria

La storia del monumento all’Alpino (in tedesco Alpini-Denkmal, conosciuto anche come Kapuziner-Wastl), il monumento che commemora la vittoria degli Alpini della 5ª Divisione alpina “Pusteria” durante la Guerra d’Etiopia (1935-1936).

Come abbiamo approfonditamente raccontato in passato su queste pagine, nell’ottobre del 1935 l’Italia dichiarò guerra all’Etiopia. Poiché il territorio etiope è occupato da un vasto altopiano con un’altitudine media di oltre 2000 metri, i comandi italiani decisero di inviare anche dei reparti alpini.

Il 31 dicembre 1935, appositamente per questa esigenza, venne costituita la Va Divisione Alpina Pusteria, che nei mesi successivi si dimostrerà determinante per la conquista dell’impero.

La “Pusteria” deve inoltre essere considerata la madre delle Brigata Alpina Cadore, in quanto nel suo organico durante il secondo conflitto mondiale figuravano i Battaglioni Feltre, Belluno e Pieve di Cadore ed il Gruppo Lanzo, che nel luglio 1953 vennero assegnati alla nostra rimpianta Brigata.

Il monumento alla “Pusteria”

Il 5 giugno 1938 a Brunico, di fronte alla caserma Monte Pasubio comando dell’11° Reggimento Alpini, fu inaugurato un bellissimo monumento in pietra in onore degli Alpini della Divisione Pusteria. La statua raffigurava un Alpino con il fucile tenuto saldamente tra le mani, il piede sinistro posato sopra un masso e lo sguardo fiero rivolto verso “i confini dell’impero”.

1938La statua era collocata su un alto piedestallo, al centro del quale era stata ancorata con delle graffe di bronzo una grossa pietra nera proveniente da Mai Ceu, la località etiope dove si svolse la battaglia risolutiva della campagna d’Africa e dove fu allestito il cimitero di guerra della Va Divisione Alpina.

Oltre a ricordare gli Alpini che avevano valorosamente combattuto e si erano sacrificati in terra d’Africa, il monumento aveva anche lo scopo “politico” di ricordare alla popolazione di lingua tedesca l’autorità dello Stato Italiano su quella vallata. Nei giorni successivi alla proclamazione dell’armistizio (8 settembre 1943), elementi antiitaliani di Brunico saccheggiarono la caserma Monte Pasubio.
Poi attaccarono una corda alla statua dell’Alpino e tirandola con un trattore la fecero cadere al suolo rompendola in molti pezzi. Per scherno sul piedestallo, al posto della statua, fu posta la testa imbalsamata di un animale africano, un ricordo della guerra etiope trafugato dal circolo ufficiali dell’11° Alpini.

La nuova statua

Nel dopo guerra la Sezione ANA di Bolzano si prodigò con tenacia affinché il monumento tornasse al suo posto. Alla ricollocazione del monumento si opponevano tutti coloro che temevano che la statua dell’Alpino rappresentasse l’imposizione dell’autorità italiana in Alto Adige e che potesse quindi creare problemi di convivenza interetnica nella Val Pusteria.

1951Nel maggio del 1951, dopo un pazientissimo lavoro diplomatico con le autorità locali, la nuova statua fu collocata sullo stesso basamento di quella distrutta.

Anche la nuova statua era un chiaro simbolo di “fierezza alpina”. Rappresentava un Alpino in marcia con il cappello un po’ di traverso e la mantellina sulle spalle.

L’articolo su “L’Alpino” dedicato alla cerimonia dell’inaugurazione del monumento si chiudeva con la seguente frase: ”Il monumento all’eroica Pusteria oggi è risorto: non cadrà più!”.

Invece nei quindici anni successivi il monumento subì moltissime aggressioni, finché il 2 dicembre 1966 in concomitanza con altri attentati terroristici in Alto Adige, la statua fu gravemente danneggiata con una carica di dinamite. Gli Alpini di Brunico la restaurarono rapidamente, ma fu dichiarata pericolante e su disposizione del Ministero dei Beni Culturali fu tolta e trasferita alla caserma Cesare Battisti di Cuneo, sede del C.A.R. del 2° Reggimento Alpini. Anche la pietra di “Mai Ceu”, ricordo della “guerra fascista”, fu trasferita a Cuneo.

La terza statua

Il 30 giugno 1968 fu collocata la nuova statua, perfettamente identica alla precedente. Il nuovo monumento però non era più dedicato alla Pusteria, ma agli Alpini in modo generico: “Gloria agli Alpini” si leggeva sulla targa.

1979

La notte dell’11 settembre 1979 anche questa statua saltò in aria per opera dei soliti terroristi, peraltro noti a molti.

La statua attuale

Dalle macerie del monumento furono recuperati alcuni pezzi, furono restaurati ed un busto di un metro d’altezza fu collocato sull’antico basamento.

2006Così Brunico il 24 luglio 1980 fu “costretta” ad avere il suo nuovo monumento agli Alpini.

E la vita “di questo Alpino che guarda verso i monti che segnano il confine” continua ancor oggi come sempre, malvisto dalle autorità locali e ripetutamente oltraggiato da scritte e da colpi inferti da chi non ha ancora capito quanto è stato fortunato a nascere Italiano.

 

(Articolo di Daniele Luciani per il Col Maòr n. 4 del 2006)

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