Luigi Speranza, pittore e patriota

Centotrent’anni orsono moriva a Salce, dov’era nato, Luigi Speranza all’età di 60 anni; era il 14.10.1879.

Egli è forse, il personaggio salcese più illustre. Oltre a essere un valente pittore, fu anche «patriota ottimo, costante e fierissimo oppositore alla dominazione straniera» durante il risorgimento, cioè quel periodo della storia d’Italia che, fra moti insurrezionali e guerre d’indipendenza, portò all’unione nazionale.

IL PITTORE:

Lo Speranza ebbe la sua prima educazione artistica a Belluno, poi proseguì gli studi a Venezia. Seguace del pittore neoclassico Hayez, venne giudicato artista di notevole valore per i soggetti religiosi (A. De Borso) e anche per i ritratti (V. Doglioni), mentre i soggetti storici appaiono teatrali e vuoti, con un limite determinato da un eccesso di scrupolo illustrativo e tecnico (F. Vizzutti).

La pala dell’altare maggiore nella Chiesa Parrocchiale di S. Bartolomeo in Col di Salce

Fra le sue opere citiamo:

– Pala dell’altare chiesa di S. Bartolomeo di Col di Salce. Secondo la tradizione il S. Bartolomeo del dipinto è il suo autoritratto.

– Pala dell’altare chiesa S. Antonio di Giamosa.

– Tela di S. Girolamo Emiliani, nella chiesa di S. Rocco di Belluno.

– Tela di S. Luigi Gonzaga (1853), chiesa di S. Francesco di Paola – Fol di Belluno.

– Ritratto di gentiluomo (Museo civico di Belluno).

– Due dipinti rappresentanti Masaniello – Villa Crotta – De Manzoni, Agordo.

IL PATRIOTA:

Luigi Speranza, durante il periodo di studi a Venezia, fece proprie le idee liberalnazionali, conseguenza degli avvenimenti in atto, cioè dei tentativi insurrezionali per cacciare gli austriaci e per raggiungere l’unità d’Italia. Egli si impegnò con costanza e un radicalismo tale che venne classificato come uno dei più “arrabbiati” protagonisti del risorgimento bellunese.

Che l’attività anti austriaca, del Nostro, non fosse poca cosa lo dimostra il fatto che il 15.11.1847 venne arrestato e rinchiuso in carcere per 50 giorni, perché sospettato di aver scritto sui muri di Belluno, frasi inneggianti Pio IX, “simbolo dei principi liberali e di nazionalità” e “abbasso l’Austria”.

Il 28 ottobre 1864 gli austriaci perquisirono la sua abitazione di Salce (attuale casa al civ. 106), perché sospettato di frequentare l’osteria delle sorelle Stiz di Prade (ora proprietà Zandomenego), dove si riunivano i rivoluzionari. Nelle vicinanze della suddetta osteria il 2 dicembre successivo vennero dissotterrati 48 fucili <<questi appartenevano agli ex garibaldini che si erano congregati a Prade>>.

Luigi Speranza in un ritratto di Arnaldo Monti (Fonte Biblioteca Civica di Belluno)

La polizia austriaca, nel giugno 1866, emetteva l’ordine di espulsione dei nobili A. Pagani Cesa e F. Doglioni e ammoniva i pitto-ri L. Speranza e F. Danieli, che nel caso si fossero verificate agitazioni o dimostrazioni avrebbero seguito la stessa sorte, in quanto considerati gli esponenti più intransigenti del partito liberale.

Quanto scritto è solo una piccola parte; per illustrare esaurientemente le attività del nostro personaggio ci vorrebbero più pagine.

Lo Speranza terminò la sua appassionata “carriera” politica come Consigliere Comunale di Belluno. Passione che lo indusse a dare ai propri figli i nomi di Italia (1849) Liberale (1852 e Benvenuto (1863), vale a dire “Italia Liberale Benvenuta”.

Armando Dal Pont

(Articolo dal Col Maòr n. 4 del 2009)

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