Niente di nuovo sul fronte occidentale…


L’OPERA DEL II CORPO D’ARMATA ITALIANO IN FRANCIA: LA BATTAGLIA DALL’AISNE ALLA MOSA.

Le truppe inviate in Francia nella primavera del 1918 furono quelle del II Corpo d’Armata. Lo componevano L’8a divisione (Brigate “Brescia” ed “Alpi” e il 10° Artiglieria), la 3a divisione (brigate “Salerno” e “Napoli” e il 4° Artiglieria), due squadroni dei cavalleggeri di Lodi, e il II  Reparto d’Assalto del MAGGIORE GUASCO.

Il Corpo d’Armata era comandato dal tenente generale ALBRICCI, l’Artiglieria del brigadiere CONSO, il genio dal colonnello RICCI, le due divisioni dai generali BERUTO e PITTALUGA. Prima ad entrare in linea, in un delicato settore  delle Argonne fu la 3a divisione, che poi fu sostituita dall’8a nel settore di Vanquois e d’Avoncourt.

Entrambe le divisioni fornirono prova di disciplina, di coraggio, di tenacia e di valore, respingendo attacchi nemici ed eseguendo numerosi e brillanti colpi di mano nelle linee  avversarie. Nella seconda metà di giugno il Corpo d’Armata fu assegnato alla V Armata e posto a cavallo dell’Ardre tra il 1° Corpo Coloniale e il 5° Corpo Francese.

Le difese del settore assegnato alle truppe italiane erano costituite da una linea d’osservazione che correva dal Bois de Nayreau per Sainte-Euphrasie alla montagna di Bligny fino a Champlat; da una linea di resistenza, che da Vrigny, passando per Bois du Petit Champ e Bois des Eclisses, andava a la Neuville aux Lavris; e da una seconda posizione, che passava per le pendici occidentali del  Patis d’ Ecueil, attraversava l’Ardre all’altezza di Pourcy e quindi il Bois de Coutron fino alla Poterne; ma tali linee erano così imperfette che richiesero molti lavori, i quali furono eseguiti sotto il tiro incessante delle artiglierie avversarie e nel trambusto di frequenti combattimenti  sostenuti dalle truppe.

Fanteria francese si appresta a combattere i tedeschi in avanzata sulla Marna

La prima grande battaglia che il II Corpo d’armata combatté in Francia fu quella di luglio. Dopo una violenta preparazione di fuoco durata molte ore, i Tedeschi sferrarono all’alba del 15 l’attacco, che fu pronunciato in modo particolare da ovest verso est sul lato occidentale del saliente di Bligny ed ebbe carattere di maggiore violenza, sul fronte dell’8a divisione (sinistra del Corpo d’Armata).

Mentre sul tutto il fronte le truppe resistevano efficacemente, il nemico, approfittando dello sfondamento che aveva potuto compiere sulla sinistra italiana, lanciava una forte colonna nella, zona di Champlat e riusciva, nonostante l’accanita resistenza, a passare tra il Bois des Eclisses e il Bois de Coutron, aggirando il primo ch’era difeso da un battaglione italiano e da uno francese. In conseguenza di questo sfondamento, l’8a divisione dovette indietreggiare su Marfaux e il bois de Coutron lasciando però nelle posizioni del Bois des Eclisses alcuni reparti, fra i quali, nelle trincee di Chaumuzy, un battaglione del 20° fanteria (brigata “Brescia”) che a mezzogiorno resisteva ancora. Contemporaneamente la 3a divisione occupava l’orlo del Bois du Petit Champ saldando la sua sinistra alla seconda linea, occupata dalla 120a divisione francese che faceva da riserva generale.

Eroico, in questa prima fase della battaglia il contegno del 10° artiglieria da campagna italiano che sacrificò gran parte delle sue batterie per proteggere il ripiegamento delle fanterie; quello del II Reparto d’Assalto che si prodigò in brillanti contrattacchi attraverso il Bois de Coutron in direzione di La Menville; e quello di un battaglione del 20° fanteria, il quale, all’inizio del pomeriggio, assalito da forze di molto superiori, fu costretto a ripiegare su Marfaux, donde, dopo una durissima difesa, ridotto a pochi drappelli si aprì il passo verso Courtagnon.

Alle 14.30, dopo una violenta preparazione di fuoco, il nemico lanciò un’intera divisione d’assalto prussiana contro il Bois de Petit Champ difeso da due battaglioni della “Napoli” ed attaccò vigorosamente il Bois de Vrigny presidiato da alcuni battaglioni della “Salerno”. Questi resistettero meravigliosamente, ma i primi, sopraffatti da forze cinque volte superiori, dopo un’accanita difesa dovettero abbandonare l’orlo del bosco.

L’estrema sinistra della 3a divisione fu portata sulla linea di colline ad est del vallone di Cournias. Durante la notte l’8a divisione, che aveva subito fortissime perdite, fu portata dietro la 12° francese, ma lasciò in linea tre battaglioni di fanteria e il Reparto d’assalto. Il giorno 16, attaccando le truppe francesi schierate sull’ala sinistra, il nemico riuscì a farsi strada attraverso il bosco di Coutron e a sboccare a  nord-ovest di Nanteuil, facendo di nuovo ripiegare fortemente la sinistra italiana. Un contrattacco di tre battaglioni della brigata “Alpi” e dell’infaticabile II Reparto d’Assalto e di due reggimenti della 14a divisione francese e la concentrazione del fuoco di tutte le artiglierie  disponibili, arrestava prima e respingeva poi il nemico, al quale l’ala destra italiana, nel frattempo, contrattaccando, riprendeva Clairizet.

Il 17 su tutto il fronte dell’Ardre la 3a divisione italiana (destra), la 120a francese (centro) e la 14a francese (sinistra) iniziarono il  contrattacco, ma l’azione s’ incrociò con un nuovo poderoso attacco tedesco che fu particolarmente violento sul fronte della 120a divisione.

Per alleggerire la pressione nemica sul centro la 3a divisione italiana sviluppò un attacco dimostrativo su Courmas e su Bois du Petit Champ. Su quest’ultima posizione si scagliò con grande slancio il 75° fanteria, ma il suo attacco s’ incontrò con quello di una nuova divisione tedesca la quale attaccava in direzione del Bois di Ecueil la Maisonette. Il 75° dovette arrestarsi, ma, sostenuto da due battaglioni del 76°, arrestò a sua volta, il nemico.

Nella sera del 18 giugno e nella giornata del 19, le truppe italiane, partecipando all’azione generale di contrattacco iniziata dagli Alleati ad ovest di Reims, guadagnarono terreno sulle colline di riva destra dell’Ardre nel triangolo Sainte Euphrasie-Bonilly-Courmas. L’89° fanteria della “Salerno”, con magnifico slancio che gli valse le lodi del generale Berthelot, comandante la V Armata, conquistò una dorsale boscosa ad ovest di Onrezy, particolarmente importante per la difesa degli accessi alla breve pianura di Reims. A sud di Bonilly gli “arditi” italiani, cooperando con le truppe francesi, progredirono nel Bois du Petit Champ, catturando prigionieri. Nella vallata a sud-est di Marfaux elementi italiani rioccuparono il Molino dell’Ardre.

Tutta l’artiglieria e tre battaglioni nostri parteciparono alla prima fase dell’azione controffensiva nella regione sull’Ardre. L’eccellente contegno delle truppe italiane in queste sei giornate di aspri combattimenti consentì al contingente di assolvere, in continua unione con le truppe francesi, un importantissimo compito. Nelle posizioni affidate agli Italiani il nemico riuscì ad ottenere soltanto piccoli vantaggi iniziali, in gran parte persi nei successivi contrattacchi. Nella giornata del 23 all’attacco della 2a divisione coloniale su Sainte-Euphraise e il Bois de Vrigny parteciparono alcuni battaglioni del 76° e dell’83° e il II Reparto d’Assalto che con un solo balzo e con magnifico slancio raggiunsero tutti gli obiettivi loro assegnati sullo sperone che dal Bois de Naveau va su Mary-Premecy, catturando una batteria di cannoni, parecchie mitragliatrici e molti prigionieri.

Riposatosi e ricostituitosi, il II Corpo d’Armata verso la metà di Agosto fu prima assegnato alla II Armata nella zona di Verdun, poi ancora alla V, ed il 22 settembre fu messo in prima linea sull’Aisne, tra la X Armata del generale MANGIN e il Corpo coloniale. La sera del 28 l’ala sinistra del Il Corpo passò il fiume in un punto già superato e perciò coperto dalla X Armata avanzante, quindi risalì la riva settentrionale e il mattino del 28 attaccò di fianco la difesa tedesca a nord dell’Aisne. Di slancio le truppe italiane s’ impadronirono delle alture e del villaggio di Chavonne e proseguirono quindi nell’avanzata. Nella giornata del 29 giugno fu occupato Soupir e il parco a sud-ovest del paese: nei giorni seguenti, nonostante la resistenza accanita del nemico e l’azione terribile dell’artiglieria germanica, furono fatti altri progressi e il 3 ottobre fu occupata Croix Sant Této.

Un ostacolo formidabile si parò allora dinnanzi alle magnifiche truppe della 3a divisione: il canale Aise-Aisno, fortemente sistemato a difesa; ma all’alba del 10 luglio le truppe italiane riuscirono a superare, dopo sanguinose lotte, l’ostacolo e a riprendere l’avanzata, affermandosi la “Salerno” sull’altipiano di Braye en Laonnois e impadronendosi la “Napoli” di Moussy, di Beaulne, di Chivy e di Verneuil. Nel frattempo la  brigata “Brescia”, passata a nord dell’Aisne, oltrepassava Pont Arcis e la brigata “Alpi”, guadato il fiume sotto il fuoco nemico, espugnava, con, attacco impetuoso, la collina, di Madagascar.

Sotto la spinta vigorosa degli italiani e dei Francesi, il nemico iniziò la ritirata, e il Comando del II Corpo d’armata lanciò la 3a e l’8a divisione all’inseguimento. La sera del 10 luglio la 3a divisione metteva piede sullo Chemin des Dames, seguita il giorno dopo dalle rimanenti truppe del Corpo, che spingeva pattuglie di cavalleria e fanteria oltre il corso dell’Ailette. Il 12 luglio il grosso degli italiani forzava il passaggio di questo fiume e le fanterie avanzarono per le strade malagevoli della zona paludosa di Sisonne. All’alba del 14 furono occupate Festieux, Montaign e Veslud e a mezzogiorno circa la cavalleria giungeva a Sisonne, seguita più tardi dalle fanterie; che solo a tarda ora della sera  riuscivano a scacciare il nemico dalla città.

Le operazioni del II Corpo subirono una sosta di una ventina di giorni. Il 5 novembre fu ripresa l’avanzata e, vinta l’accanita resistenza dei Tedeschi intorno al nodo stradale di Sisonne e a Chivres, superò di slancio la forte linea nemica progredendo in un sol giorno per ben 17 chilometri. Il 6 incontrarono resistenza nella zona dell’Hurtaut, i cui ponti erano stati distrutti, ma, riuscirono a superare l’ostacolo e le  avanguardie, squadroni di cavalleria e reparto d’assalto entrarono in Rozoy sur Serre. Altra resistenza tentò il nemico sulla Serre, ma questa fu respinta il mattino del 9. Superata la Serre e poi l’Aube, gl’Italiani entrarono in Marby, Etalle e Chilly.

Procedendo ancora nell’avanzata, durante la quale caddero nelle mani italiane numerosi prigionieri e molto materiale bellico, il mattino dell’11 le avanguardie entrarono in Rocroy lanciando di là punte che raggiungevano la linea della Mosa tra Fumay e Revin. Fu questo l’estremo punto raggiunto dalle truppe italiane in Francia perché lo stesso giorno (11 nov.) cessò la lotta essendo intervenuto l’armistizio.

 

(Dal sito www.storiologia.it – La Prima Guerra mondiale con i bollettini ufficiali)

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