Noi siamo Alpin…


Inizia da oggi la pubblicazione, andando indietro nel tempo e nei nostri vecchi Col Maòr, degli articoli più belli e significativi scritti dal nostro caro Mario Dell’Eva

Dal Col Maòr n° 5 del 1964

A coloro che ci guardano con aria di compatimento, che ci considerano anacronistici e cioè fuori del tempo, che ci invidiano o ridono di sottocchi, a coloro che mal sopportano la nostra allegria, a volte rumorosa, delle nostre adunate, a tutti questi noi diciamo che siamo dei normali essere umani, affatto ammalati di “naia” o peggio di imprese guerresche.

Siamo però vivi ed abbiamo un emblema particolare per il quale sentiamo un grande attaccamento: il cappello alpino.

Per meglio chiarire le idee a questi nostri “amici”, noi dedichiamo questo trafiletto, già noto ai nostri soci, e dal titolo:

SAPETE COS’È UN CAPPELLO ALPINO?

E’ il mio sudore che l’ha bagnato e le lacrime che gli occhi piangevano.
E tu dicevi: “nebbia schifa”.
Polvere di strade, sole di estati, pioggia e fango di terre balorde, gli hanno dato il
colore.
Neve e vento e freddo di notti infinite, pesi di zaini e sacchi, colpi d’armi e impronte di
sassi, gli hanno dato la forma.
Un cappello così hanno messo sulle croci dei morti, sepolti nella terra scura, lo hanno
baciato i moribondi come baciano la mamma.
L’HAN TENUTO COME UNA BANDIERA.
Lo hanno portato sempre.
Insegna nel combattimento e guanciale per le notti.
Vangelo per i giuramenti e coppa per la sete.
Amore per il cuore e canzone di dolore.
Per un Alpino il suo cappello è tutto.
E’ un testamento.

DEM
(Mario Dell’Eva)

 

Nella splendida foto è ritratto il dott. Giacomo Bruno Di Daniel (classe 1921), fulgido esempio di Alpino

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