“Popolo italiano corri alle armi!”

Oltre 70 anni fa l’Italia entrò in guerra

Il 10 giugno 1940, dal balcone di palazzo Venezia a Roma Benito Mussolini, con breve e roboante discorso, annunciò l’entrata in guerra  dell’Italia contro Francia e Gran Bretagna.

Nella foto uno «chasseur des Alpes» francese, nella tipica tuta mimetica bianca

Il discorso si concluse con le seguenti frasi: “La parola d’ordine è una sola, categorica e   imperativa per tutti, essa già trasvola e accende i cuori dalle Alpi all’oceano Indiano: vincere! E vinceremo! Per dare finalmente un lungo  periodo di pace con giustizia all’Italia, all’Europa, al mondo. Popolo italiano, corri alle armi e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!”.

L’Italia entrò in guerra a fianco della Germania come prevedeva il cosiddetto “Patto d’Acciaio”, firmato un anno prima. In esso si  affermava, sostanzialmente, che qualora una delle parti contraenti si fosse trovata in “complicazioni belliche con un’altra o altre potenze”, l’altra parte contraente doveva soccorrerla militarmente “per terra, per mare e nell’aria”.

La Germania, dall’1 settembre 1939, si era impadronita di mezza Europa, e nel momento in cui l’Italia dichiarò guerra alla Gran Bretagna e Francia, stava invadendo quest’ultima.

Il Duce prese questa grave decisione nonostante la totale impreparazione militare italiana, con l’illusione che marciando a fianco dell’alleato tedesco poteva  raggiungere facili conquiste, tanto era convinto della forza della Germania nazista e di conseguenza che la guerra sarebbe durata poco. Le  ostilità iniziarono alle ore 00,00 dell’11 giugno.

Ecco cosa dice il Bollettino di Guerra n. 1, diramato il 12: «Il Quartiere Generale delle Forze armate comunica: Alle ore 24 del giorno 10, il previsto schieramento delle forze di terra, del mare e dell’aria era ordinatamente compiuto. Unità da ombardamento della R. Aeronautica, scortate da formazioni da caccia, hanno effettuato, alla prime luci dell’alba di eri,  ed al tramonto, violenti bombardamenti sugli impianti militari di Malta con evidenti risultati, rientrando incolumi, quindi alle rispettive basi.Nel frattempo, altre unità si sono spinte in ricognizione sul territorio e sui porti dell’Africa settentrionale. Al confine della Cirenaica un  tentativo di incursione da parte dell’Aviazione inglese è stato respinto; due velivoli nemici sono stati abbattuti».

Nel bollettino non si fa  cenno al fronte francese che in quel momento era il settore più importante. La guerra contro la Francia durò 4 giorni, dal 21 al 25 giugno.

Medaglia commemorativa
della guerra contro la Francia

Le  truppe italiane, con grande sforzo, superando oltre alle avversità del terreno montano reso pesante dalla neve fresca, anche quelle atmosferiche rese difficili dalle tormente e dalla pioggia, riuscirono, più o meno su tutto il fronte, a superare gli avamposti francesi difesi dagli “esploratori sciatori” e giungere a contatto con le fortificazioni della linea principale di resistenza.

Quindi, in sostanza, venne  conquistato solo qualche chilometro in più sui valichi alpini e occupata la città di Mentone. Lo scontro ebbe fine il 25 giugno, alle ore 01,35,  in ottemperanza all’Armistizio firmato il giorno prima a Villa Incisa all’Olgiata, presso Roma.

Per concludere riportiamo le ultime frasi scritte  sul libro “Guerra sulle Alpi” (1994), autori vari: «L’Italia nella breve e sciagurata campagna di Francia ebbe 1258 fra morti e dispersi, 2631  feriti e ben 2151 congelati. Lo stesso Achille Starace, braccio destro di Mussolini, nel constatare il fallimento della nostra offensiva, ammise tristemente: «Si sono mandati gli uomini incontro ad una inutile morte, con gli stessi sistemi di 25 anni fa or sono».

 

 

 

(Articolo di Armando Dal Pont per il Col Maòr n. 3 del 2010)

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.