RICORDI DI CANTORE A FORCELLA FONTANANEGRA

Rispolveriamo un articolo del “dem” (Mario Dell’Eva) con cui, sul primo numero del Col Maòr del 1978, scriveva di come un focoso gruppo di “veci” del Batt. Belluno si mosse per tenere vivo il ricordo, a Forcella Fontananegra, del gen. Cantore e di tutti i suoi soldati.

I “Veci” del Belluno sempre all’opera

— Il Nastro Azzurro e la Brigata Cadore interessati alla soluzione —

Qualcuno nostri lettori ricorderà certamente la lunga diatriba verbale e scritta sorta seguito alla costruzione di un nuovo Rifugio a Forcella Fontananegra, fra la prima (di Rozes) e la seconda Tofana: il Rifugio “Alberto Giussani” costruito dalla COMIT (Banca commerciale Italiana) in ricordo in un loro presidente e donato alla Sezione del Club Alpino Italiano di Cortina.

C’era prima (e c’è tuttora) un altro rifugio, il “Cantore — Tofana” distante circa duecento metri dal nuovo, costruito a suo tempo per ricordare il Generale Antonio cantore, caduto lassù il 20 luglio 1915, mentre in prima linea osservava di persona i movimenti degli Austriaci.

Questo rifugio subiva come tutte le cose l’usura del tempo. Era poco razionale ed aveva bisogno di essere rifatto per diventare agibile ed accogliente, in una zona frequentatissima da turisti e rocciatori italiani ed esteri.

Alla proposta della Banca Commerciale milanese di contribuire alla costruzione di un rifugio nella zona delle Tofane, la Sezione di Cortina ed il Comune di quella cittadina presero la palla al balzo e decisero per l’ubicazione attuale che risolveva i loro problemi.

Ad inaugurazione avvenuta — cioè a cose fatta – l’ing. Eugenio Sebastiani sollevò il coro di proteste per la “profanazione della memoria di Cantore e il dissacramento delle erode di guerra” con due articoli — “Bandiera a mezz’asta al Cantore” e “La caianada” – apparsi sul giornale sezionale di Trevi.

Il gen. Antonio Cantore

Intervenne la Presidenza nazionale dell’Associazione Alpini e del Club Alpino Italiano; ci furono incontri al vertice con il sen. Spagnolli (alpino) e la Sede centrale COMIT. Dovette interessarsene anche il nostro consiglio Direttivo Nazionale centrale (per quanto riguardava le faccende interne dell’Associazione e che non poteva cambiare assolutamente niente perché, purtroppo, cose fatta capo ha) e i presidenti delle Tre Venezie della nostra Associazione in una delle loro riunioni periodiche.

La polemica si allargò, ma non fu possibile alcun accordo e nessuna soluzione pratica, nonostante la buona volontà iniziale di tutti.

Alcuni ufficiali del Belluno della guerra 1915—18 ed in particolare il focoso ed entusiasta Francesco Arrigoni di Padova, mantener viva la questione, in ricordo di un loro glorioso superiore e cercarono una via d’uscita.

Vennero fatte proteste e proposte a chi di dovere, ma essi si dovette render conto, sebbene non lo volessero ammettere, che dopo sessant’anni stava per scendere il velo dell’oblio anche su quei sassi ciclopici e sul “masarè” che furono testimoni di una lotta terribile, del sacrificio di centinaia di giovani alpini e kaiserjaeger di episodi di purissimo valore, in un ambiente che quando soffia la bufera, sembra fuori del mondo e sembra ridicolizzare gli uomini minuscoli; afflitti da problemi che perdono lassù ogni loro importante dimensione.

Con la morte di Francesco Arrigoni, quale aveva interessato fra gli altri anche il Gen. Di C.A. Carlo Ghe, presidente della Federazione del Nastro Azzurro di Belluno, la faccenda Cantore sembrò afflosciarsi.

All’assemblea annuale del Nastro Azzurro bellunese del 1977 il Gen. Ghe fece la proposta di erigere a Fontananegra una piramide di sassi o massi a ricordo di Cantore, a nome di detto Istituto e di tutti coloro che lassù combatterono eroicamente, previo sopralluogo per accertare 1a possibilità, ubicazione e dimensione della costruzione.

Per tale sopralluogo venne interessato il comando della Brigata Alpina Cadore (che avrebbe dovuto provvedere per quanto possibile ad un concorso) e il vice presidente della sezione di Belluno, Mario Dell’Eva, delegato dei “veci” del Batt. Belluno, coi quali ha mantenuto i contatti, anche in memoria del padre che nella zona delle Tofane combattè per due anni.

La ricognizione ebbe luogo subito dopo ferragosto dello scorso anno, avversata però dal cattivo tempo e dalla nebbia. Il Capo di S.M. della Brigata Cadore: col. Salotti, fece una dettagliata relazione dello stato delle cose.
Il delegato dei “veci” approfittò delle bellissime giornate di ottobre per effettuare una seconda minuziosa ricognizione, con documentazione fotografica.

Dopo il sopralluogo, il Gen. Ghe e Dell’Eva constatarono che a Forcella Fontananegra vi erano seguenti ricordi di Cantore:
I) Un monolito a forma di parallelepipedo, alto 2,50, posto del 1933 dal C.A.I. di Cortina e la cui scritta di dedica deve essere rifatta;
2) Una targa in bronzo della Sezione A.N.A. di Belluno;
3) Una lapide in marmo nero delle penne nere della Tridentina;
4) Altra lapide in marmo della Brigata Cadore;
5) Una targa metallica delle Sezione A.N.A. di Valdobbiadene, la cui scritta deve essere rifatte perché quasi illeggibile;
6) Una vecchia casermetta intestata “Rifugio Cantore”, piccola ed in cattivo stato;
7) Il vecchio Rifugio “Cantore – Tofana”, chiuso ed inabitato.

La relazione si chiude con le seguenti considerazioni:
“In sostanza ci sono ben sette ricordi visibili di Cantore. Un altro monumento o piramide di massi; come proposto dalla Federazione di Belluno del Nastro Azzurro e altri Ufficiali del “Belluno”, si ritiene sia un inutile doppione.
Si fa poi osservare che si è ad altitudine di 2500—2600 metri, in zona impervia, servita da una teleferica di proprietà del Rifugio Giussani. Lavorare lassù senza mezzi meccanici (gru o sollevatore a palo) sarebbe impossibile fatica.
Le Truppe Alpine non hanno inoltre attualmente manodopera da utilizzare per un lavoro del genere.
O si fa cosa degna, in mezzo a quei massi ciclopici, o si lasciano le cose come stanno, sistemandole degnamente. In considerazione di quanto sopra ed al lume di quanto constatato di persona, si ritiene opportuno far rientrare la proposta della Federazione Bellunese del Nastro Azzurro, cercando però di provvedere in proprio o a mezzo C.A.I. di Cortina e Gruppo A. N. A. di Cortina e della Brigata cadore per quei piccoli lavori di ripristino sopra suggeriti e necessari.
La Federazione del N.A. potrebbe essere affiancata dal gruppo “veci” del “Belluno” 1915—18 per provvedere ad una corona bronzea.”

A conclusione si auspicavano e prevedevano questi lavori:
— una terga indicatrice, messa vicine al sentiero che sale in forcella: “Al Cippo Gen. Antonio Cantore” (già approntata a cura del “vecio” prof. Forcellini);
— rifare la scritta del Cippo Cantore, ornai indecifrabile (già provveduto a spese del detto Forcellini all’ordinazione delle lettere in bronzo da applicare quest’estate);
— rifare scritta della targa dell’A.N.A. Valdobbiadene a cura di quella Sezione (già interessata);
porre una corona di bronzo al Cippo Cantore con targa di dedica, a cura dei “veci” del Belluno e del N.A. precitato; la targa dovrebbe avere il seguente tono: “Auspice il Nastro Azzurro Belluno — superstiti — Batt. Belluno 1915—18 — posero — 20 luglio 1978”; la corona in bronzo e la targa sono state già commissionate a Milano ed alla relativa spesa dovrebbero concorrere i 6 0 7 “veci” ed il N.A.;
— rifare la scritta “Rifugio Cantore — Tofana” illeggibile, interessando a ciò la sezione C.A.I. di Cortina,
— proporre al C.A.I. di Cortina, Brigata Cadore e Tridentina e IV corpo d’Armata alpino di Bolzano di far eseguire alcuni lavori essenziali di ripristino al Rifugio cantore per utilizzarlo poi almeno in occasione di escursioni militari e come “dependance” (inutile nascondere 1a realtà delle cose) del Rifugio Giussani nei giorni di maggior afflusso turistico.

I proponenti (compreso il Comando della Brigate Cadore) si sono resi conto che non si tratta di una soluzione ottimale, ma l’unica logica e realizzabile, con 1a collaborazione di tutti quelli sopra tirati in campo. Si tratta in sostanza di ripristinare quello che è possibile e ripulire una zona, un po’ come si fa in primavera nelle vecchie case di montagna. La Presidenza della Sezione A.N.A. di Belluno ha già promesso il suo appoggio morale ed organizzativo, così pure – nei limiti delle sue possibilità – la Brigata Cadore. Riteniamo che la Sezione C.A.I. di Cortina quel Gruppo A.N.A. ed il Gruppo Sportivo Alpini della stessa località daranno certamente il loro concorso, specie per quanto riguarda la manodopera per la sistemazione di quanto proposto.

Ed i “veci” che dicono?

Essi si sono incontrati a Padova, dove fu esposta la relazione anzidetta. Ecco che cosa dicono.

L’ ing. Celso Trevisan:
“IL nostro bravo ed attivo Forcellini ha in tale occasione riferito sul le uniche possibilità di attuazione da effettuare per meglio ricordare il Gen. Cantore. Ringrazio di ciò che avete fatto e del vostro costante interessamento in merito alla lunga pratica ed alla possibile futura conclusione (anche se diversa dai primitivi programmi).”

Il Prof. Rino Forcellini:
“Tutti hanno concordato pienamente sui suggerimenti proposti, con particolare riguardo alla corona di bronzo, ai lavori di ripristino del Rifugio Cantore, alla targa indicatrice, al rifacimento della scritta del cippo.”

Il Dott. Massimiliano Momola:
“Con gli scritti del caro amico e commilitone magq. Rino Forcellini, ho potuto seguire il tuo interessamento e del gen. Ghe, affinché si possa concludere l’annosa e lunga polemica sull’affronto all’ardito gen. Cantore, sornionamente perpetrata sulla Forcella di Fontananegra. Io spero con tutte le forze che mi rimangono di poter presenziare alla tanto attesa cerimonia e riabbracciare i superstiti compagni d’arme, Dopo morrò contento.”

Il dott. Egidio Piacentini:
“Spero che il mio caro amico Cesco Arrigoni stia sereno nelle sue ceneri, ora che sembra venga data una sistemazione al ricordo di “papà Cantore”; da quanto mi scrive Forcellini sento il dovere di ringraziarti per quanto hai fatto (e la tua parte è stata decisiva) in questa occasione, in cui hai messo tutta la tua passione di alpino e di figlio.”

Ed ora speriamo di poter degnamente e serenamente concludere il miniprogramma realistico che ci siamo prefissi.

Ringraziamo tutti quelli che collaboreranno e… …arrivederci a Forcella di Fontananegra per un intimo raduno celebrativo, che in linea di massima è fissato per domenica 23 luglio prossimo.

Dem

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