Ritrovati 208 deportati bellunesi

Grazie alla ricerca dell’Ass. Naz. Ex Deportati

Ci sono 208 bellunesi deportati durante la Seconda guerra mondiale e morti nei campi di prigionia i cui resti sono sepolti in Germania,  Austria e Polonia. A rivelarlo è Roberto Zamboni, tesserato dell’Associazione Nazionale Ex Deportati (Sezione di Verona) in rappresentanza di un suo congiunto, deportato e morto nel campo di concentramento di Flossenbürg a soli 22 anni.

Signor Zamboni, come è riuscito a trovare i nomi dei deportati bellunesi?

«Da molto tempo mi occupo della ricerca dei luoghi di sepoltura dei nostri connazionali, morti nei campi di prigionia o per motivi di guerra in Germania, Austria e Polonia. Dopo l’8 settembre 1943 più di 800.000 italiani (civili e militari) furono fatti prigionieri e deportati nei campi di concentramento tedeschi dislocati nei territori del Terzo Reich. Un gran numero di questi vi trovò la morte dopo atroci sofferenze, solo ed  esclusivamente a causa del loro pensiero, della loro religione o per la divisa che indossavano.

Al termine della guerra, migliaia di italiani che non sopravvissero alle vessazioni inferte, furono sepolti sul suolo tedesco, austriaco e polacco. Nell’immediato dopoguerra, a causa delle enormi difficoltà di comunicazione e di ricerca, la maggior parte di questi ragazzi furono dati per dispersi. Nel 1951 il Governo italiano ratificò una legge (204/51), che, con il secondo comma dell’articolo 4, vietava il rimpatrio delle salme sepolte nei cimiteri militari italiani all’estero dal Ministero della Difesa (Commissariato Generale Caduti in Guerra – Onorcaduti).

Nel biennio 1957/1958 lo stesso Commissariato iniziò la ricerca dei caduti sepolti nei territori sopraccitati, riesumandoli e trasferendone i Resti nei cimiteri militari di Amburgo, Berlino, Francoforte sul Meno, Monaco di Baviera (Germania), Mauthausen (Austria) e Bielany- Varsavia (Polonia). In questi cimiteri furono raccolte le Spoglie mortali di migliaia di italiani, caduti per cause di guerra.

Molti dei parenti di questi ragazzi non furono mai informati del lavoro svolto da Onorcaduti, rimanendo in attesa di chi non sarebbe mai più tornato. Una decina di anni fa, dopo una capillare ricerca, rintracciai il luogo di sepoltura del mio congiunto e, dopo aver fatto modificare la legge 204/51, ne feci rimpatriare i Resti.

Avendo raccolto negli anni una grande quantità di materiale riguardante anche altri caduti sepolti nei cimiteri militari (e non), decisi di ricercarne i parenti, fornendo loro  indicazioni sul luogo di sepoltura del loro caro e indicando quali uffici contattare, presso il Ministero della Difesa, per poterne riavere i Resti.

Roberto Zamboni

Per senso civico, per dovere d’informazione e perché nessun altro lo faceva, dedicai (e dedico tuttora) gran parte del mio tempo a questo tipo di ricerche, che ho avuto cura di riportare integralmente nel sito internet www.robertozamboni.com. In questi anni, autonomamente o con l’ausilio dell’Arma dei Carabinieri, sono riuscito a rintracciare i parenti di una quarantina di caduti, parte dei quali hanno fatto rientrare in Italia le Spoglie dei loro cari.

Recentemente ho ottenuto dal Ministero della Difesa l’elenco di tutti i caduti sepolti in Germania, Austria e Polonia. Una lista di oltre 15.000 caduti italiani, contenente i dati di base (cognome, nome, provincia e data di nascita, data di morte e cimitero di attuale sepoltura). A questi dati sto aggiungendo, da altre liste in  mio possesso, ulteriori elementi sulla deportazione o sull’internamento, sulla morte e sulla prima sepoltura (lager, matricola, spostamenti,  date e cause della morte, luogo di prima inumazione ecc.).

I caduti sepolti in questi cimiteri sono prevalentemente internati militari (IMI), ma  risultano sepolti anche deportati politici o razziali e liberi lavoratori (o loro familiari) che si trovavano negli ex territori del Terzo Reich durante il periodo bellico. Oltre 15.000 italiani, tra uomini, donne, ragazzi e bambini (nove di questi risultano essere nati nel 1945).

Come riscontro a questa lista ho acquisito dall’Archivio Segreto Vaticano – Ufficio Informazioni Vaticano per i prigionieri di guerra, copia delle schede di ricerca degli italiani per i quali si richiesero notizie negli anni che vanno dal 1939 al 1945. Oltre 2.100.000 schede con riportati i  dati di altrettanti nostri connazionali fatti prigionieri e dei quali si erano perse le tracce.

Da mesi sto lavorando su questi elenchi al fine di  pubblicare tutto il materiale da me raccolto sul mio blog, avendo cura di inserire i nominativi per provincia di nascita. Dei 15.292 nomi archiviati, 211 appartengono a persone nate nella provincia di Belluno.»

 

 

(Articolo di Roberto De Nart per il Col Maòr n. 3 del 2010)

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