Il 23 marzo 1944, dodici militari della GNR già Carabinieri Reali, di presidio alla centrale idroelettrica di Bretto di Sotto (Tarvisio), furono catturati dalla banda partigiana «Alto Isonzo» e condotti a tappe forzate sull’altopiano di Malga Bala, dove vennero trucidati. Nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferì a ciascuno di loro la Medaglia d’Oro al Merito Civile: un riconoscimento atteso sessantacinque anni, per uomini rimasti troppo a lungo nell’oblio.
Mese: Marzo 2026
Quando gli studenti universitari bocciano per principio una convenzione scientifica con le Truppe Alpine — senza discuterne il merito — si rivela qualcosa di più profondo: un’ideologia che rifiuta sistematicamente tutto ciò che è riconoscibilmente italiano, dagli Alpini al presepe nelle scuole.
Dal gennaio al giugno 1918, la 20ª divisione Honvéd dell’esercito austro-ungarico presidiò la conca di Alano, Quero e Fener sul Piave: soldati ungheresi esausti, affamati e intrappolati in posizioni indifendibili, che loro stessi chiamavano “egérfogó” — la trappola per topi. Una storia dimenticata che appartiene anche a noi.
La storia del 7° Reggimento Alpini e dei suoi battaglioni bellunesi nella seconda guerra mondiale: dalla guerra contro la Francia al fronte greco-albanese, dalla guerriglia in Montenegro alla deportazione in Germania dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. Un tributo agli uomini della Caserma Salsa che non tornarono, e a quelli che tornarono segnati per sempre.
Il Gruppo Alpini Salce ha ricevuto una lettera autografa di Bepi De Marzi, il grande compositore vicentino che con i Crodaioli ha regalato all’Italia canti come Signore delle cime e Monte Pasubio. Un omaggio alla nostra storia, scritto di suo pugno il 14 febbraio 2026.
Nel febbraio 2026, italiani e ungheresi si sono incontrati al Ghertele di Roana per ricordare Zemplén Győző: fisico, professore, padre di cinque figli, ufficiale che rifiutò l’esonero e morì sull’Altopiano il 29 giugno 1916. Una storia di memoria che non conosce confini.
Belluno ricorda i quattro partigiani di Piazza dei Martiri L’81° anniversario dell’impiccagione di Salvatore Cacciatore, …
Sul Doss Alto di Nago, il 21 settembre 1918, un gruppo di legionari cecoslovacchi difese strenuamente la quota contro l’attacco austro-ungarico, vestendo l’uniforme italiana per una patria che non esisteva ancora. Tra i cinque catturati c’era Karel Nováček, sanitario, che fu impiccato il giorno dopo ad Arco con tre compagni — trentasei giorni prima che la Cecoslovacchia nascesse ufficialmente.
Nel 1918 Helen Johns Kirtland, fotografa americana del Leslie’s Illustrated Weekly, segui’ in prima linea la battaglia del Piave e di Monte Grappa, documentando i soldati italiani con coraggio e professionalita’. Le sue fotografie, conservate alla Library of Congress, raccontano una storia rimasta a lungo nell’ombra.
Dopo la disfatta di Caporetto nell’ottobre 1917, Belluno e il Veneto nord-orientale vissero un anno di occupazione austro-ungarica brutale: requisizioni totali, deportazioni e una fame cosi’ devastante da spingere la popolazione a cibarsi di topi. Lo chiamarono l’An de la Fan — l’Anno della Fame.