Giuseppe Sartor, classe 1935, alpino di Orsago e titolare della SARBO SpA, corse le maratone di New York e Londra con il cappello alpino in testa. Una storia che arriva dalla voce di sua figlia Roberta, davanti a un bicchiere di quello buono.
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Dal 1961 al 1985, l’osteria di Papà Marcél in via Croix-de-Ville ad Aosta fu molto più di un bar: fu casa, famiglia e conforto per generazioni di allievi della Scuola Militare Alpina.
Nel 1918 Helen Johns Kirtland, fotografa americana del Leslie’s Illustrated Weekly, segui’ in prima linea la battaglia del Piave e di Monte Grappa, documentando i soldati italiani con coraggio e professionalita’. Le sue fotografie, conservate alla Library of Congress, raccontano una storia rimasta a lungo nell’ombra.
Nel 1917 un corrispondente de L’Illustrazione Italiana descrisse con straordinaria precisione come i teleferisti del Genio costruivano linee aeree sulle Alpi per rifornire le trincee in quota. Una testimonianza diretta di coraggio, ingegno e fratellanza tra soldati italiani nella Grande Guerra.
Dal fronte di guerra ai teatri internazionali: l’evoluzione delle penne nere, da soldati a costruttori …
Il Col Maòr, periodico del Gruppo Alpini Salce nato nel 1964, racconta in questo articolo la propria evoluzione tipografica e organizzativa nel corso di 39 anni. Un invito a non dimenticare chi ha portato il cappello con la penna nera e a custodire le tradizioni alpine sancite dallo Statuto dell’ANA fin dal 1919.
Tre fratelli, un appuntamento fisso, un rito che si rinnova ogni anno: l’adunata degli Alpini. La lettera di Laura Ganz, tratta dal volume celebrativo del 65° della Sezione di Belluno (1986), ritrae con affetto irriverente i fratelli Riccardo, Renzo e Rinaldo.