Col Maòr, n. 1, febbraio 1968. Sette pagine. Numero unico d’inizio 1968 che si apre con una riflessione sul clima che il cappello alpino crea attorno a chi lo porta. Racconta la consegna delle cinque medaglie d’oro ai comandanti alpini di Belluno e prepara l’adunata nazionale di Roma. Il numero fa parte dell’annata 1968.
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In questo numero
- «L’alpino crea un’atmosfera»: una riflessione sullo spirito alpino, con il ritrovo conviviale di un gruppo di superstiti della guerra 1915-18 prima del loro raduno.
- «Estremo addio»: il saluto a un socio andato avanti, uomo semplice e legato agli alpini, e il gesto dei figli che affidano agli amici il ricordo da bere alla sua salute.
- «Per un soccorso alpino»: dal «Gazzettino»: gli alpini di Rauscedo riportano a valle una famiglia triestina smarrita sul monte Lussari e ricevono un assegno di ringraziamento.
- «Cose nostre»: un elogio dell’atmosfera dei raduni alpini, tra Messa, corona ai Caduti, canti e amicizia, in cui la politica resta fuori.
- «Commenti in margine all’assemblea annuale del Gruppo»: l’assemblea e il pranzo del 21 gennaio, con 44 presenti, la Messa e la corona al Monumento ai Caduti e il canto del piccolo coro di Salce.
- «Consegnate cinque medaglie d’oro (cronaca fatta in casa)»: la Sezione di Belluno consegna una medaglia d’oro di riconoscenza ai comandanti delle unità alpine di stanza in città il 4 novembre 1966.
- «Cose di casa nostra»: gli 85 anni del socio più anziano, le «donte» ricevute, l’incarico di vicepresidente della Sezione al segretario e l’intitolazione del Gruppo di Sospirolo.
- «Adunata nazionale di Roma – 16-19 marzo 1968»: le tessere adunata, l’elenco dei reduci del 1915-18 che riceveranno la medaglia argentata e le raccomandazioni di comportamento per la prima manifestazione del cinquantenario di Vittorio Veneto.
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