Un monumento, un sagrato, un colle, un ponte della ferrovia: a Salce la storia della comunità e del suo Gruppo Alpini si legge anche nei luoghi.

Monumento ai Caduti di Salce
Voluto dalla comunità, progettato da Giovanni Dal Pont e inaugurato il 2 aprile 1967, con i nomi di tutti i caduti.
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San Fermo e il ponte di Val di Siva
La ferrovia, due guerre e la casa del Dopolavoro. Il viadotto di Val di Siva fu fatto saltare nel 1917, ricostruito da prigionieri e donne e bombardato il giorno di Santo Stefano del 1944.
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Il colle del Col Maòr
È il colle che ha dato il nome al giornale del Gruppo. Lassù, per i dieci anni, si celebrarono la Messa e i discorsi, e i giovani consegnarono le medaglie ai Cavalieri di Vittorio Veneto.
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Col di Salce
Una cartolina del 1920 mostra il campanile, la chiesa di San Bartolomeo e la villa dove visse il Generale Zaglio. Qui il Gruppo festeggiò la sua nascita, tenne la sede al bar «Da Narciso» e trovò nel 1987 la sua prima casa.
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L’Osteria Supani
Le bocce del 1941, la gara della pastasciutta del 1946, la corriera che si aspettava «da Supani» e la madrina di Luigina Tavi dietro il banco: un’osteria dove Salce si ritrovava.
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