Col Maòr, n. 6, dicembre 1966. Otto pagine. Numero natalizio segnato dall’alluvione del novembre 1966: il ritorno degli emigranti in un Agordino devastato, l’aiuto degli alpini ai paesi colpiti, e il Monumento ai Caduti di Salce ormai finito, con l’inaugurazione rinviata. Apre una poesia dialettale in memoria dei Caduti. Il numero fa parte dell’annata 1966.
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In questo numero
- «Natale ricordando i nostri Caduti alpini – ’Na giachéta»: la poesia in dialetto di Ignazio Chiarelli, poeta di Mel, sulla giacca grigioverde che una madre conserva come reliquia del figlio alpino.
- «Saluto del Capo Gruppo»: il bilancio dei primi tre anni del Gruppo, il ringraziamento al segretario Mario Dell’Eva e al notiziario, il monumento portato a termine.
- «Tornano gli emigranti»: il ritorno a casa dei lavoratori dall’estero in una valle sconvolta dall’alluvione e la salita a piedi, con la frana alle spalle, verso Cencenighe.
- «Il Monumento ai Caduti»: l’opera è finita e domina il paese; il Gruppo riflette su dimensioni e costi e rinvia la cerimonia di inaugurazione, probabilmente a gennaio.
- «Cose di casa nostra»: la visita ai paesi dell’Agordino con il presidente di Sezione, i pacchi del San Nicolò Alpino ai bambini sfollati, l’offerta di 10.000 lire e l’avviso delle elezioni.
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