Col Maòr n. 2 — aprile 1979

Col Maòr, n. 2, aprile 1979. Nove pagine. Un numero che invita a conoscersi e a ritrovarsi, a partire dall’adunata di Roma. Accoglie una poesia sul calvario degli alpini della Julia in Russia, vecchie storie di altruismo alpino, un progetto di restauro ad Agordo e le notizie di casa. Il numero fa parte dell’annata 1979.

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In questo numero

  • «Importante è: conoscerci!»: un editoriale sul valore della conoscenza reciproca nei paesi e nell’Associazione, che vive di incontri e di amicizia, con l’invito a partecipare all’adunata nazionale di Roma.
  • «Il Golgota degli alpini della “Julia”»: una lunga poesia del 1942, in forma di dialogo, sulla consegna di non passare e sui settecento alpini rimasti sul Golico, presentata con la storia di come è arrivata al giornale.
  • «Vecchie storie d’alpini»: l’altruismo degli alpini in pace, con la medaglia d’argento al valor civile del 1883 per un salvataggio in un’alluvione a Fonzaso, e in guerra, con un aspirante che risparmia due cecchini nemici sulle Tofane.
  • «Gli alpini anche per la cultura»: la Sezione di Belluno prende l’iniziativa di restaurare gli affreschi di Giovanni De Min nella chiesa di Agordo.
  • «Cose di casa nostra»: notizie dal Gruppo e dai soci, il dibattito sulla medicina sportiva a Col di Salce e una poesia dedicata a un emigrante bellunese.
  • «Promozione e onorificenza al merito alpino»: l’incarico di sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito al generale Poli, socio della Sezione, e l’onorificenza al portabandiera della Sezione.
  • «“Galilea”: tomba dei Gemona»: il ricordo del naufragio del 1942 che travolse il Battaglione Gemona, con una preghiera scritta per la chiesetta alpina di Muris di Ragogna.

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