Triora — dal convento alla caserma, nel paese delle streghe
Poche caserme hanno avuto tante vite come quella di Triora, a metà della Valle Argentina, nelle Alpi Liguri. Nata come convento, fu caserma alpina, scuola, colonia, di nuovo caserma e infine albergo.
Il paese e il convento
Triora è conosciuta come «il paese delle streghe», per i processi per stregoneria del 1587-1589 che divisero e insanguinarono la comunità. Poco dopo, il 31 maggio 1591, il consiglio del paese decise all’unanimità di costruire una chiesa con un convento dedicati a San Francesco, quasi a ricucire le ferite di quegli anni.
I lavori cominciarono nel 1594 per la chiesa e nel 1608 per il convento, nella località Sella, appena sopra il centro. Della chiesa oggi resta solo il campanile, fra i due corpi del fabbricato. Il convento fu chiuso una prima volta nel 1810, sotto i francesi, e più tardi acquistato dal Comune.
Caserma degli Alpini
Nel 1879 il Comune cedette l’edificio al Demanio militare, che cercava alloggi per le truppe da montagna appena nate. La caserma, intitolata a San Francesco, fu adattata alla nuova vita. Il primo reparto fu la 3ª Compagnia del I Battaglione alpini, con comando a Mondovì.
Dal 1882 fu sede estiva del Battaglione alpini «Val Pesio» e sede fissa di due sue compagnie, l’8ª e la 9ª; il battaglione, primo del 2° Reggimento alpini, nappina bianca, passava l’inverno a Bra. Fino alla fine della Grande guerra ospitò reparti del 1° Alpini e di fanteria.
Scuola, colonia, di nuovo caserma
Nel primo dopoguerra l’esercito la lasciò: diventò la scuola del paese e poi la prima colonia estiva della Provincia di Imperia. Nel 1926 tornò caserma con il nome di «Re Umberto I» e dal 1934 prese quello di «Monte Saccarello», la cima principale della valle. Fino al 1943 vi alloggiarono reparti del 1° Alpini, di fanteria e della Guardia alla frontiera.
Fra il 2 e il 5 luglio 1944 l’operazione nazifascista contro Triora e le sue frazioni danneggiò pesantemente la caserma e una settantina di altri edifici. Saccheggiata, rimase abbandonata fino agli anni Sessanta.
Da caserma ad albergo
Il 15 gennaio 1962 il Comune la vendette a un privato che la trasformò in albergo: la «Colomba d’Oro», per anni il ristorante delle cerimonie della Valle Argentina, fino al 2014. Dal 2017 l’edificio è usato come centro di accoglienza.
Fra gli anni Trenta e Quaranta Triora ebbe altre due caserme: la «Cima di Marta», ricavata nel 1937 in un vecchio edificio comunale, e la «Tenente colonnello Giuseppe Tamagni», inaugurata nell’aprile 1943, che i trioresi chiamano ancora «il casermone».
Le fonti di questa storia
La storia della caserma è stata raccontata dal nostro consigliere Oscar Colle nella rubrica «Le caserme degli Alpini» del Col Maòr, n. 2/2024, pp. 6-7.
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