Col Maòr, n. 1, febbraio 1997. Otto pagine. Il numero è segnato dall’addio alla Brigata Alpina Cadore, ufficialmente sciolta il 10 gennaio 1997, e alla sua fanfara. Si ripercorre la storia della Brigata e si guarda ai prossimi appuntamenti, dall’assemblea di Sezione all’esercitazione di protezione civile. Il numero fa parte dell’annata 1997.
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In questo numero
- «Addio, “Fanfara Cadore”»: la cerimonia di saluto alla Brigata in Piazza dei Martiri e l’ultimo concerto della fanfara al Teatro Comunale di Belluno, fra applausi e commozione.
- «Perché non si canta più?»: dal giornale della Sezione di Biella, una riflessione nostalgica sul canto alpino, nei campi, in marcia e alle adunate, con l’invito a formare nuovi cori.
- «L’Esercito di Franceschiello»: un commento amaro sulle carenze dell’Esercito, sugli ufficiali della Cadore in attesa di destinazione e sulle voci di un reclutamento femminile.
- «Truppe da montagna – E due! Tocca alla “Cadore”»: i 28 generali e i 17 capi di stato maggiore della Brigata, la storia dal 1953 con gli interventi nelle calamità e l’assetto dei reparti superstiti nella Julia.
- «Assemblea ordinaria della Sezione»: l’avviso di convocazione dei delegati per domenica 2 marzo 1997 al Centro Diocesano, con ordine del giorno e programma della giornata.
- «Esercitazione triveneta di protezione civile»: per il 25-27 aprile 1997 la Sezione organizza a Limana una grande esercitazione con oltre mille volontari delle Tre Venezie.
- «Libri in redazione»: segnalazioni di libri: l’incisore Giampiccoli, «Addio alle baite», «L’ultimo Kramer», un volume su Monte Piana e uno sui reggimenti delle truppe alpine.
- «Cose di casa nostra»: i neo cavalieri O.M.R.I., il bivacco sequestrato sul Col di Lana e la piazzola dedicata ai Caduti di Ospitale di Cadore.
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