Non tutti portano il cappello del nostro Gruppo. Eppure, senza di loro, la storia degli Alpini di Salce sarebbe più povera: un parroco, un giornalista, un frate, un alpino venuto da lontano, un amico toscano, chi ha sostenuto la squadra del paese. Sono gli amici degli Alpini.

Don Gioacchino Belli (1921–1990)
Arrivò a Salce il 2 febbraio 1950 e vi restò parroco per quarant’anni. Nel 1964 benedisse il gagliardetto del Gruppo appena nato, scrisse con Mario Dell’Eva «La Parrocchia di Salce» e oggi dà il nome all’associazione «4 Stelle don Gioacchino Belli», che ha la sua casa, insieme agli Alpini, in via del Boscon.

Egidio Piacentini
Ufficiale sulle Tofane e alla Bainsizza, farmacista a Malcesine, amico di Salce fino all’ultimo: nella sua lettera d’addio c’era un assegno per il Gruppo.

Giuseppe «Beppe» Giaccone
Fece la naja a Belluno nel 1964 e da allora non si staccò più da Salce: portò il suo saluto alle assemblee del Gruppo nel 2004 e nel 2007, quando il capogruppo Ezio Caldart lo ringraziò davanti a tutti. È lui il chierichetto della Messa fra le rovine di Longarone, la fotografia da cui è nato questo progetto.

Don Bruno Fasani
L’amicizia nacque alla festa del 50°, nel giugno 2014. Il 7 marzo 2015 il direttore de «L’Alpino» sedette a cena con noi alla 4 Stelle, accompagnato dall’ex commilitone Rinaldo Bortot, e ripartì con un cappello scolpito nel legno da Beppino Lorenzet. Il 26 ottobre 2024, al Teatro Buzzati, ha tenuto a battesimo il libro del 60°.

Padre Giorgio De Luca
Il fratello di Mario accolse il Gruppo nel convento di Bassano all’Adunata del 2008, e nel 2021 fu lui a salutare Mario al funerale. Il 28 settembre 2025, nella chiesa di Mussoi, ha festeggiato cinquant’anni di sacerdozio: fra i banchi c’era anche una delegazione degli Alpini di Salce.

Luciano Dal Pont
Il suo nome accompagna da decenni la squadra del paese: nata nel 1965 come U.S. Moto Ducati Salce, è diventata l’U.S. Salce-Renault, la stessa che nel 1970 vinse il Trofeo Longarone. Nel 2024 la sua azienda era fra i sostenitori del libro del 60° anniversario.

Fabio Pucci
Toscano, amico di Ivano Fant e ospite delle tavolate del Gruppo, nel marzo 2015 regalò al Col Maòr una poesia, «Sentinella 15/18»: la vedetta sulla vetta, il freddo, il cambio che non arriva, gli occhi fissi al fondo della gavetta. La dedica diceva: «Ai miei amici del gruppo di Salce, con affetto».

Vittore Celato
Il suo nome compare fra le «anime bone» che nel 2015 sostennero con un’offerta il nostro giornale, e nel 2024 gli amici del Gruppo si sono ritrovati a tavola per il suo compleanno. La sua storia con gli Alpini di Salce è ancora da scrivere.
Conosci un amico degli Alpini di Salce che manca?
Un parroco, un medico, un maestro, un alpino di un altro Gruppo che è diventato uno di noi: se hai una fotografia, una lettera o un ricordo, scrivici. Ogni informazione viene verificata prima di essere aggiunta.
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