Mario De Luca

Memoria · Persone

Il muratore della Protezione Civile, il consigliere dello zaino, la voce del coro di Salce

Il 15 giugno 2003, sul Monte Pasubio, la strada degli Scarrubbi aveva bisogno di mani. Cinque volontari del Gruppo Alpini di Salce erano partiti per l’esercitazione triveneta di Protezione Civile «Pasubio 2003»: Ernesto Barattin, Cesare Colbertaldo, Mario De Luca, Antonio «Toni» Fratta e Giuseppe Savaris. Il campo base era a Schio, negli impianti sportivi; alla squadra di Salce, dentro il Nucleo «Belluno», toccò la strada che con quella delle Gallerie fa l’anello attorno al monte. C’era da rifare la sede stradale, pulire i canali di scolo, rimettere in piedi i muretti a secco.

È lì che il Col Maòr di dicembre ne racconta il momento migliore. Fino a quel punto, scrive, il lavoro era stato «di sola manovalanza». Poi due uomini presero in mano le pietre: Ernesto Barattin e Mario De Luca, «i nostri “veci muratori”», che diedero all’intervento «un tocco di “professionalità”». In serata il rientro al campo, il brindisi che non poteva mancare, la strada di casa.

Centinaia di volontari di Protezione Civile in divisa arancione e gialla schierati sul prato durante l’alzabandiera al campo base di Schio
Schio, 15 giugno 2003: l’alzabandiera al campo base dell’esercitazione triveneta di Protezione Civile «Pasubio 2003» — Col Maòr, dicembre 2003, p. 11.

In quella scena c’è quasi tutto Mario: un mestiere imparato sul serio, messo a disposizione senza farne un vanto, e la compagnia di amici con cui lavorare prima e far festa dopo.

Un socio di Salce

Il suo nome compare nel Col Maòr all’inizio degli anni Ottanta, nella pagina delle notizie di famiglia: nel 1980 il notiziario porta le condoglianze del Gruppo ai soci Giovanni e Mario De Luca per la morte del padre Valentino. Da allora Mario è una presenza costante, di quelle che si trovano negli elenchi più che nei titoli: tra chi lavora, chi organizza, chi prenota.

Nel 1987 il Gruppo trovò finalmente una casa. Il capogruppo Decimo Colbertaldo firmò l’affitto di una casetta a Col di Salce che, scriveva il Col Maòr, era «come una “liscivera”»: da ripulire, imbiancare, sistemare. Nell’elenco dei soci che ci lavorarono il sabato e la domenica c’è anche Mario De Luca, e ci sarà di nuovo l’anno dopo, tra quelli che abbellirono anche la facciata esterna della nuova sede.

Nel 1988 il notiziario registra un’altra notizia che lo riguarda: nelle elezioni amministrative «il socio Mario De Luca» era stato eletto consigliere di circoscrizione. Complimenti e auguri, scrive il redattore Mario Dell’Eva.

Il consigliere

All’assemblea del 28 novembre 1999 i soci lo elessero nel Consiglio Direttivo del Gruppo, insieme, fra gli altri, a Ernesto Barattin, Toni Fratta e Toni Tamburlin. Ci rimase a lungo: il Col Maòr lo ritrova consigliere nel Consiglio del 2004, di nuovo eletto nel 2011, nel 2014 e per il triennio 2018-2020.

Lo si vede all’opera nelle cose semplici. Nella raccolta alimentare raccontata dal primo numero del 2000, lui e Toni Tamburlin sono, in un negozio di via Vittorio Veneto a Belluno, gli «addetti alla selezione dei generi». All’Adunata di Brescia del 2000 regge lo striscione di Salce con gli altri. Nel 2001, per la gita d’autunno a San Martino di Castrozza, le prenotazioni si raccolgono da due persone: Mario Dell’Eva e lui.

Il Consiglio Direttivo del Gruppo Alpini di Salce nel 2004 in sede: nove consiglieri in piedi e quattro accosciati, con il gagliardetto
Il Consiglio Direttivo del 2004. In piedi da sinistra Michele Sacchet, Mario De Luca, Stefano Brancher, Ennio Pavei, Toni Tamburlin, Bruno Boito, Ernesto Barattin, Cesare Colbertaldo e il capogruppo Ezio Caldart; accosciati Paolo Tormen, Giuseppe Savaris, Antonio Fratta ed Elvio Marchetti — Libro del 60° anniversario, p. 121.

La Squadra di Protezione Civile

Negli anni in cui il Gruppo si diede una Squadra di Protezione Civile, con esercitazioni in paese e fuori, Mario ne fu uno dei pilastri. Il Pasubio del 2003 è la pagina più raccontata, ma il riconoscimento arrivò più tardi e mise per iscritto quello che i compagni sapevano già.

Col di Salce, 28 novembre 2015. Il Consiglio Direttivo del Gruppo gli assegna un attestato di merito, con questa motivazione: «Per il costante, professionale ed eccellente lavoro svolto negli anni, nella Squadra Protezione Civile del Gruppo Alpini “Gen. Zaglio” di Salce». Tre aggettivi che, messi uno accanto all’altro, descrivono un modo di lavorare più che un curriculum.

Il mestiere era quello: «nel suo lavoro di carpentiere muratore», scriverà di lui Cesare Colbertaldo, «Mario non aveva rivali». Quando, appena eletto capogruppo, Cesare e il Consiglio decisero di ristrutturare la cappella cimiteriale, lavori del genere si potevano affrontare solo «se hai persone competenti come Mario, il nostro indimenticato “nono” Ernesto Barattin e l’indispensabile aiuto dell’amico Ugo Reolon».

«Mario, carica al zaino»

C’era poi il Mario delle Adunate, e il Col Maòr lo ha raccontato con affetto. All’Adunata di Cuneo del 2007, con la strada interrotta a Pian della Regina, «il nostro Mario “Messner” De Luca» salì da solo fino a Pian del Re, lasciando tutti «di stucco» per l’agilità in montagna. Nel 2010 era sua la «classica sorpresa alpina» delle «cornacchiette scampade»; nel 2011, a Torino, la sua «polentissima» riunì una tavolata numerosa; a Bolzano, nel 2012, il sabato sera fu la volta dell’«immancabile “polenta sul fògo” di Marione De Luca, con sughetto di cacciagione».

Dietro quelle cene c’era uno zaino. Cesare lo ricordava così: Mario lo preparava con cura sia per andare a caccia sia per l’Adunata, e nelle Adunate fatte insieme «“Mario, carica al zaino” significava che quel giorno si partiva magari con destinazione incerta, ma con la sicurezza che di fame non si moriva».

Alle Adunate c’era spesso anche un pezzo della sua famiglia. Il fratello, padre Giorgio De Luca, frate cappuccino, accolse il Gruppo nel convento di Bassano nel 2008 e poi a Verona; a Treviso, nel 2017, il «Carramba che sorpresa» fu l’incontro fra i fratelli Mario e Paolo. Nel 2005 il Col Maòr aveva invece dovuto dare una notizia dolorosa: la morte improvvisa del fratello Egidio, «persona molto impegnata nel volontariato».

Mario De Luca, in piedi con un bicchiere in mano, accanto a Ernesto e Lidia Barattin seduti a tavola
«Sempre presenti alle nostre riunioni conviviali Mario De Luca e i “fidanzatini” Barattin»: il pranzo sociale del Gruppo, autunno 2009 — Col Maòr n. 4/2009, p. 3.
Mario De Luca inginocchiato su una strada di paese, con il cappello e le mani appoggiate sul suo zaino militare verde
Mario e il suo «inseparabile zaino» — Col Maòr n. 2/2021, p. 10.

«Fon na cantadina»

Nel luglio del 2021 il Col Maòr pubblica, fra i lutti, un titolo breve: «Mario è andato avanti». Lo firma Cesare Colbertaldo. Fu la figlia Laura a telefonargli la notizia. Pochi giorni prima Mario gli aveva detto: «Comandante, ho messo definitivamente lo zaino a terra», e lui aveva capito che l’amico si era arreso alla malattia. Nella relazione morale pubblicata nello stesso numero il Gruppo lo ricorda fra i soci «andati avanti».

Mario De Luca di profilo, con il cappello alpino con la penna, la giacca rossa del Gruppo e lo zaino in spalla
Mario De Luca in Adunata, cappello con la penna e zaino in spalla — Col Maòr n. 2/2021, p. 10.

Al funerale, padre Giorgio ricordò la sua passione per il canto: «fon na cantadina», diceva Mario. Con Toni Tamburlin era uno dei «cantori alpini del coro parrocchiale», e Cesare promise che alla prima canta dopo la pandemia il pensiero sarebbe andato a loro due. «Ciao Mario, il tuo zaino alpino è una eredità preziosa che ci lasci».

Le date

L’anno di nascita di Mario De Luca non è ancora documentato nelle fonti consultate.

1980Il Col Maòr ricorda i soci Giovanni e Mario De Luca per la morte del padre Valentino
1987Tra i volontari che rendono accogliente la prima sede del Gruppo a Col di Salce; nel 1988 lavora anche alla facciata
1988Eletto consigliere di circoscrizione
28 novembre 1999Eletto nel Consiglio Direttivo del Gruppo
1999-2000Raccolta alimentare: addetto alla selezione dei generi con Toni Tamburlin
2000Adunata di Brescia: regge lo striscione di Salce
15 giugno 2003Esercitazione «Pasubio 2003»: uno dei «veci muratori» con Ernesto Barattin
2004Nel Consiglio Direttivo del Gruppo
2007Adunata di Cuneo: sale da solo al Pian del Re
2011, 2014, 2017Rieletto consigliere
28 novembre 2015Attestato di merito del Consiglio Direttivo per il lavoro nella Squadra Protezione Civile
2021Va avanti; il ricordo nel Col Maòr n. 2/2021

Nel grafo di MEMORIA

Le fonti di questa storia

  • Col Maòr n. 4/1980, p. 10; n. 5/1987; n. 3 e 4/1988; n. 6/1999; n. 1 e 4/2000; n. 4/2001
  • Col Maòr dicembre 2003, p. 11, «Pasubio 2003»
  • Col Maòr n. 1 e 4/2005; n. 2/2007 (Speciale Adunata Cuneo); n. 1 e 2/2008; n. 4/2009, p. 3; n. 2/2010; n. 2 e 4/2011; n. 4/2012; n. 2 e 4/2014; n. 2 e 4/2017
  • Attestato di merito del Consiglio Direttivo, Col di Salce, 28 novembre 2015 (archivio del Gruppo)
  • Col Maòr n. 2/2021 (luglio 2021): relazione morale e «Mario è andato avanti», p. 10, firmato Cesare
  • Libro del 60° anniversario del Gruppo Alpini di Salce (2024), pp. 121, 154, 159
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