Col Maòr, n. 5, ottobre 1995. Otto pagine. Un numero che torna a difendere la Brigata Cadore e raccoglie le voci dei lettori, mentre il Consiglio di Sezione prepara il 75° di fondazione. Spazio ai dieci ragazzi di Rossosch ospiti a Costalovara e alle feste e cerimonie dell’estate. Il numero fa parte dell’annata 1995.
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In questo numero
- «La Cadore del mio cuore»: dalle pagine di un settimanale diocesano, le testimonianze di alpini che difendono la Brigata; il 12° Reggimento Alpini ottiene una sospensiva dello scioglimento.
- «Riunito il Consiglio Direttivo di Sezione»: il Consiglio, dopo la pausa estiva, affronta il 75° di fondazione del 1996, la nuova sede e il tesseramento, con 7496 soci.
- «Dieci ragazzi di Rossosch ospiti dell’A.N.A.»: sette ragazze e tre ragazzi russi, accolti a Costalovara, visitano Roma, Firenze, Venezia e Bolzano nell’ambito dei rapporti con l’Asilo di Rossosch.
- «Donne soldato»: proseguono i pareri dei lettori sull’arruolamento femminile, con lettere di un paracadutista in congedo e di un reduce di Russia.
- «Precisazioni e recensioni»: una precisazione sul libro di Striffler sulla guerra di mine nelle Dolomiti e la presentazione di «La pegna», raccolta di poesie dello zoldano Graziano De Rocco.
- «Ricordi d’estate – Feste e cerimonie»: la chiesetta di Paluch restaurata, il pellegrinaggio al Col di Lana, il raduno al Passo Duran, la gita al Visentin e la cerimonia a Forcella Serauta.
- «Lettere in redazione»: lettere dal presidente degli alpini del Canada, sulla Divisione Pusteria e sul raduno nazionale degli artiglieri a Belluno nel giugno 1996.
- «Cose di casa nostra»: il secondo posto della Sezione al campionato di corsa in montagna a staffetta, l’incontro con gli alpini di San Damiano d’Asti e la gita autunnale ad Asiago.
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