Col Maòr, n. 6, dicembre 1998. Otto pagine. Il numero di fine anno annuncia il raduno della Brigata Cadore del 1999 e l’assemblea di marzo, poi guarda al futuro dei reparti alpini in provincia e al museo del Settimo. Ci sono il ritorno a Foligno, il 35° del Vajont e la visita all’Asilo di Rossosch. Il numero fa parte dell’annata 1998.
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In questo numero
- «Raduno Brigata “Cadore”»: l’appuntamento del 19 settembre 1999 a Belluno per quanti passarono alla Brigata dal 1953 al 1997, con l’annuncio dell’assemblea della Sezione del 7 marzo.
- Futuro incerto per gli alpini in provincia: le Sezioni hanno interpellato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito sul futuro del 16° e del 7° Reggimento, con la risposta ricevuta e il ricordo degli elicotteri lasciati a Belluno.
- Il Museo del Settimo Reggimento Alpini: i cimeli del Settimo e della Brigata Cadore cercano una sede adatta; le risposte delle autorità sul loro trasferimento in una delle caserme libere della città.
- «Giornata del ringraziamento: Foligno ringrazia»: una ventina di volontari della Sezione tornano in Umbria a un anno dal terremoto, per rivedere i luoghi e le persone incontrate.
- «Giuramento delle reclute a Longarone»: il giuramento esterno di 180 alpini del 7° Reggimento allo stadio di Longarone, nel quadro delle celebrazioni per il 35° del Vajont.
- «La giornata del dolore e dei soccorritori»: il 9 e il 10 ottobre a Longarone: la Messa a Fortogna, la commemorazione del Sindaco e l’incontro dei soccorritori dopo 35 anni.
- «Rossosch: cinque anni dell’Asilo»: una delegazione italiana ha partecipato al 5° anniversario della consegna dell’Asilo, accolta con grande calore dalla popolazione e dai bambini.
- Contro i vandalismi e sulla «naia»: l’ordine del giorno dell’A.N.A. contro gli atti vandalici a monumenti e bandiera, e un articolo sulla nuova legge sull’obiezione di coscienza.
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