L’Alpino, anno X, n. 9 — Milano, 15 maggio 1928. Otto pagine. In apertura la storia della canzone «Il testamento del capitano»; all’interno il ricordo del generale Pittaluga e una tavola umoristica a piena pagina. Le ultime due pagine sono di sola pubblicità.
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In questo numero
- «Parole ai giovani» — corsivo d’apertura rivolto agli alpini che non hanno fatto la guerra.
- «Il testamento del capitano» — Piero Bossi ricostruisce l’origine storica della canzone, legata alla morte di Michele Antonio marchese di Saluzzo nel 1528, con il testo italiano e quello piemontese.
- «La fatica dei frati» — L. Dibona sull’istruzione sciistica nei battaglioni e sull’assegnazione ad altre armi dei giovani sciatori.
- «Commissione assistenza» — avviso per il collocamento di un ex alpino.
- «Gli alpini in un libro sul fascismo» — sulla «Storia del fascismo» di Giorgio Pini e Federico Bresadola.
- «La simpatica eco della sistemazione del monumento al 5° Alpini» — lettera del colonnello E. Vitalini al Podestà di Milano e altri consensi.
- «Scrittori alpini» — errebi sul romanzo «Miraluna» di Tomaso Gallarati Scotti.
- «I nostri scomparsi – Il generale V. E. Pittaluga» — ricordo di Felice Pizzagalli del generale morto a Firenze il 29 aprile 1928.
- «Canta che ti passa!» — versi di Renzo Boccardi da «La Canzone dei Verdi».
- «30 gradi all’ombra ovvero il pacco del Comitato Civile d’Assistenza» — tavola umoristica in quattro vignette, a piena pagina.
- «La vita della nostra Associazione» — «Fra i Gruppi della Sezione di Torino» e le assemblee delle Sezioni di Luino, di Udine e dei biellesi.
- Pubblicità commerciale nelle pagine interne e, per intero, nelle ultime due pagine.
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