Antonio «Toni» Fratta (1948–2009)

Memoria · Persone

Una vita di disponibilità, lavoro e servizio tra Alpini, Protezione Civile e comunità di Salce

Quando il campo di calcio di Salce andava livellato, Toni metteva in moto il trattore. Quando negli spogliatoi c’era da saldare qualcosa, accendeva la saldatrice. Così lo ricorda l’amico che, nel marzo del 2009, gli scrisse sul Col Maòr un lungo saluto senza firmarlo: «pronto a mettere in moto il trattore per tenere livellato il terreno di gioco o attivare la saldatrice per eseguire dei lavori negli spogliatoi».

Antonio Fratta, per tutti Toni, non ha lasciato discorsi né scritti. Ha lasciato lavori finiti. Nelle pagine del Col Maòr il suo nome compare quasi sempre dentro un elenco – i consiglieri eletti, i volontari di un’esercitazione, quelli che reggono lo striscione o che partono in anticipo per preparare il posto a un’Adunata – ed è proprio lì, in mezzo agli altri, che bisogna andarlo a cercare.

Di qua e di là del confine

Toni era nato nel 1948. Della sua giovinezza non ci sono documenti, ma c’è il ricordo di quell’amico, che era anche suo coetaneo e vicino di campo. Racconta i giorni in cui, per aiutare i genitori, si ritrovavano sul «Pascol» a seccare il fieno o a raccogliere fagioli e pannocchie, «io di qua e tu di là del confine comune». Racconta le partite a pallone su quel prato, con le tribune naturali formate dal colle di casa Fratta, che d’inverno diventava pista da sci. «E poi ancora la naia, il lavoro, il Gruppo Alpini, la squadra di calcio del Salce, le bocce, le gite primaverili e settembrine.»

In quale reparto abbia fatto la naia, le fonti consultate non lo dicono.

Vent’anni di Consiglio

Il suo nome entra nei verbali del Gruppo Alpini di Salce il 22 novembre 1987, quando l’assemblea elegge il Consiglio per il triennio 1988-1990. A Toni tocca un incarico che gli somiglia: addetto ai materiali e ai trasporti, insieme a Giuseppe Savaris. È anche revisore dei conti, con Bruno Boito. Da allora il Col Maòr lo ritrova a ogni rinnovo che registra – 1990, 1993, 1999 – e nel 2004 compare, accosciato in prima fila, nella fotografia ufficiale del Consiglio Direttivo guidato da Ezio Caldart. Il 30 novembre 2008 l’assemblea lo rielegge ancora una volta, insieme al fratello Luciano. Sarà l’ultima.

Il Consiglio Direttivo del Gruppo Alpini di Salce nel 2004 in sede: nove consiglieri in piedi e quattro accosciati, con il gagliardetto
Il Consiglio Direttivo del 2004. In piedi da sinistra Michele Sacchet, Mario De Luca, Stefano Brancher, Ennio Pavei, Toni Tamburlin, Bruno Boito, Ernesto Barattin, Cesare Colbertaldo e il capogruppo Ezio Caldart. Accosciati Paolo Tormen, Giuseppe Savaris, Antonio Fratta e Elvio Marchetti (Libro del 60° anniversario, p. 121).

Le cronache lo mostrano sempre in movimento. All’Adunata di Brescia del 2000 regge lo striscione del Gruppo. Nell’aprile del 2001 è a Portomaggiore, nella delegazione che accompagna Mario Dell’Eva all’inaugurazione del busto del colonnello Molinari. Nel 2003, con un anno d’anticipo, pensa già a Trieste: «Grazie al sempre attivo “Toni” Fratta», scrive il Col Maòr, «abbiamo già il nostro posticino prenotato, per tende, automezzi e attrezzature varie». Nel 2005, all’Adunata nazionale di Parma, sfila accanto a «nonno Ernesto» Barattin e a Bepi Savaris.

Alpini del Gruppo di Salce in camicia a quadri e cappello alpino sfilano all’Adunata nazionale di Parma del 2005
Toni Fratta all’Adunata nazionale di Parma nel 2005, mentre sfila con «nonno Ernesto» e Bepi Savaris (foto Pavei/Sacchet, Col Maòr 1/2009, p. 3).

E poi c’è la sede. «Quante volte hai prestato la tua qualificata manodopera nella realizzazione della nostra sede 4 Stelle», gli scrive l’amico, «quante adunate nazionali, quante feste, quante cerimonie, quanti lavori e tu eri sempre in prima linea a dare l’esempio.»

Il caposquadra

Se c’è una parola che il Col Maòr associa a Toni più di ogni altra, è «caposquadra». Lo scrive due volte, nel 2009, e la seconda aggiunge: «per anni caposquadra della Protezione Civile». Nel 1999 si candidò anche al direttivo del Nucleo di Protezione Civile della Sezione di Belluno: risultò primo dei non eletti, a pari voti.

Il 15 giugno 2003 è uno dei cinque volontari del Gruppo all’esercitazione triveneta «Pasubio 2003», con Ernesto Barattin, Cesare Colbertaldo, Mario De Luca e Giuseppe Savaris. Con la squadra, in tuta arancione, è al 2° Raduno della Brigata alpina «Cadore» a Belluno: è la fotografia che il Col Maòr sceglierà per salutarlo. L’amico lo ricorda nelle esercitazioni e nei soccorsi alle popolazioni dell’Astigiano e della Valle d’Aosta colpite dalle alluvioni, interventi ai quali i volontari del Gruppo presero parte, in Piemonte e, nel dicembre del 2000, in Valle d’Aosta. «Tu eri sempre disponibile e riuscivi a conciliare il volontariato con i tuoi impegni familiari e professionali.»

Quattro volontari della Protezione Civile del Gruppo Alpini di Salce in tuta arancione e cappello alpino: da sinistra Elio Marchetti, Bruno Boito, Toni Fratta e Attilio Boito
Da sinistra Elio Marchetti, Bruno Boito, Toni Fratta e Attilio Boito al 2° Raduno della Brigata alpina «Cadore». Col Maòr 1/2009 («Toni, terzo da sinistra, sempre attivo nella Protezione Civile») e Libro del 60°, p. 181.

Le bocce, le carte, gli amici

Il servizio non era tutto. Toni giocava a bocce, andava alle gite primaverili e settembrine del Gruppo. E giocava a carte: il Libro del 60° anniversario lo mostra impegnato in una sfida a «gnagno» con Stefano Brancher, in attesa di sfilare a un’Adunata, e nel 2012 il Gruppo lo ricorderà come «appassionato cultore del gioco della briscola». L’amico del 2009 lo chiude in una frase: aveva un buon cuore «che non ti ha mai permesso di dire di “no” a chiunque ti chiedeva un aiuto, un piacere, un sacrificio».

Toni Fratta, a sinistra, gioca a carte con Stefano Brancher del Gruppo di Salce a un tavolo all’aperto durante un’Adunata nazionale
Toni Fratta è a sinistra; a destra Stefano Brancher, che nel 2023 sarebbe diventato capogruppo. «Qui è impegnato in una sfida a “gnagno” con Stefano Brancher e amici, in attesa di sfilare a un’Adunata Nazionale» (Libro del 60° anniversario, p. 174).

Il saluto del 2009

A fine novembre 2008 Toni era ancora fra i consiglieri appena eletti. Pochi mesi dopo, all’inizio del 2009, una malattia che aveva combattuto con tenacia – «sembrava tu lo avessi vinto», scrive l’amico – se lo portò via. Negli ultimi giorni fu assistito nella struttura Casa Tua Due, anche dai volontari dell’Associazione Cucchini.

Il Col Maòr di marzo gli dedicò la terza pagina: «Grazie Toni – Ci ha lasciati “Toni” Fratta: un alpino, un amico, un uomo vero». Al funerale, racconta il ricordo, c’erano tutti quelli che lo avevano conosciuto e stimato; gli Alpini si strinsero attorno alla bara e alla famiglia con la Preghiera dell’Alpino e le note del Silenzio. Il Gruppo e la redazione mandarono le condoglianze alla moglie Paola, ai figli Silvia e Andrea, alla mamma Regina e ai fratelli Anna, Gabriella e Luciano.

Ricordare i morti, aiutando i vivi

Qualche mese più tardi il Gruppo organizzò in sede una cena per comprare una motosega alla squadra di Protezione Civile, che fino ad allora lavorava con quelle dei volontari. Vennero in più di novanta. La serata diventò anche il momento di ricordare «il nostro amico Toni Fratta, per anni caposquadra della Protezione Civile»: Lino De Prà, responsabile del Nucleo ANA di Protezione Civile di Belluno, consegnò alla moglie Paola la ricevuta della somma raccolta dal Nucleo e versata a Casa Tua Due in sua memoria, e Gino Tramontin, «il raccontastorie», gli dedicò la poesia «Sona na canpana». Il giornale chiuse la cronaca con il motto degli Alpini: «Ricordare i morti, aiutando i vivi».

Il Trofeo «Toni» Fratta

Tre anni dopo, nel 2012, il Gruppo gli intitolò una gara di briscola a coppie, il «1° Campionato Provinciale A.N.A. – Trofeo “Toni” Fratta», aperto ai soci delle Sezioni di Belluno, Feltre e Cadore. L’idea era di Michele Sacchet; le finali erano fissate per sabato 26 maggio nella sede al campo sportivo di Salce, e l’incasso sarebbe andato all’Associazione Cucchini, la stessa che aveva assistito Toni negli ultimi giorni.

La gara non si giocò mai: aderirono soltanto tre Gruppi. Ma i soldi arrivarono lo stesso. «Con il sostegno degli sponsor e dalla famiglia di “Toni” Fratta (a cui la gara era intitolata)», racconta il Col Maòr, «abbiamo comunque donato 1.000 euro». Negli anni seguenti il Gruppo ha continuato a giocare a briscola fra soci e amici; il nome del trofeo, nelle carte consultate, non ritorna più.

Locandina del 1° Campionato provinciale A.N.A. di briscola a coppie, Trofeo «Toni» Fratta, maggio 2012, Salce
La locandina del Trofeo «Toni» Fratta, maggio 2012 (archivio del Gruppo).

Nel 2024, quindici anni dopo la sua morte, il libro del sessantesimo del Gruppo gli dedica un piccolo riquadro. Non è firmato, ma chi l’ha scritto dice di essere entrato negli Alpini grazie a lui, e lo chiama un «piccolo grande» uomo. È forse la definizione più giusta per uno che, quando c’era da fare, c’era: con il trattore, con la saldatrice, con la tuta arancione, con le carte in mano in attesa di sfilare.

Le date

1948Nasce Antonio «Toni» Fratta
22 novembre 1987Eletto nel Consiglio del Gruppo per il 1988-1990: addetto a materiali e trasporti, revisore dei conti
1990, 1993, 1999Rieletto consigliere
1999Primo dei non eletti, a pari voti, nel Nucleo di Protezione Civile della Sezione di Belluno
2000Regge lo striscione del Gruppo all’Adunata nazionale di Brescia
aprile 2001Con la delegazione a Portomaggiore per il busto del colonnello Molinari
15 giugno 2003Volontario all’esercitazione triveneta di Protezione Civile «Pasubio 2003»
2003Prenota la sistemazione del Gruppo per l’Adunata di Trieste 2004
2004Nel Consiglio Direttivo guidato da Ezio Caldart
2005Sfila all’Adunata nazionale di Parma
30 novembre 2008Rieletto consigliere, con il fratello Luciano
inizio 2009Muore; il Col Maòr di marzo lo saluta con «Grazie Toni»
2009Serata della Protezione Civile in sua memoria; offerta del Nucleo di Belluno a Casa Tua Due
maggio 2012Il Gruppo gli intitola il Trofeo di briscola a coppie; 1.000 euro all’Associazione Cucchini
2024Il Libro del 60° anniversario lo ricorda come un «piccolo grande» uomo

Nel grafo di MEMORIA

Le fonti di questa storia

  • Col Maòr n. 6/1987, p. 2; n. 6/1990, p. 2; n. 6/1993, p. 6; n. 6/1999, pp. 4 e 7; n. 3/2001, p. 2
  • Col Maòr dicembre 2003, pp. 10-11; n. 4/2008, p. 13
  • Col Maòr n. 1/2009, p. 3 («Grazie Toni», firmato «Un amico») e n. 2/2009, p. 9 («Serata per la Protezione Civile»)
  • Locandina e regolamento del Trofeo «Toni» Fratta (2012); Col Maòr n. 2/2012, p. 10 e n. 4/2012; relazione morale del 25 novembre 2012
  • Libro del 60° anniversario del Gruppo Alpini di Salce (2024), pp. 121, 154, 159, 174 e 181
  • L’anno di nascita è indicato dalla redazione del Gruppo; la data esatta della morte non risulta dai documenti consultati
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