15 OTTOBRE 1872 — 15 OTTOBRE 2026
BUON COMPLEANNO, ALPINI!
154 anni di coraggio, sacrificio, fratellanza e amore per l’Italia.

Ci sono compleanni che non si misurano soltanto con gli anni. Si misurano con le vite, con i ricordi, con i sacrifici e con tutto ciò che viene tramandato da una generazione all’altra.
Oggi, 15 ottobre 2026, gli Alpini compiono 154 anni.
Centocinquantaquattro anni da quel lontano 15 ottobre 1872, quando un decreto firmato da Vittorio Emanuele II diede vita alle prime quindici compagnie alpine. Un piccolo nucleo di soldati destinati alla difesa delle montagne italiane, che sarebbe diventato uno dei simboli più riconoscibili della nostra storia nazionale.
Da allora sono cambiati i confini, le uniformi, le generazioni e perfino il modo di fare la guerra. Ma una cosa è rimasta: quello spirito particolare che rende il cappello con la penna molto più di un semplice copricapo militare.
LE ORIGINI
15 ottobre 1872: nascono gli Alpini
Il Regio Decreto n. 1056, firmato a Napoli, istituì le prime quindici compagnie alpine. Il progetto, ispirato agli studi del capitano Giuseppe Domenico Perrucchetti e sostenuto dal ministro della Guerra Cesare Ricotti Magnani, rispondeva a un’esigenza precisa: affidare la difesa delle frontiere montane a uomini che conoscessero la montagna e fossero abituati alla sua durezza.
Era l’inizio di una storia destinata ad attraversare tre secoli.
La montagna come scuola di vita
La montagna insegna presto che nessuno arriva lontano da solo. Che il passo del più forte deve sapersi adattare a quello del compagno in difficoltà. Che una mano tesa, una corda condivisa o un pezzo di pane possono fare la differenza.
Gli Alpini hanno portato questo insegnamento nelle caserme, sui sentieri, nei paesi e, nei momenti più terribili della nostra storia, sui fronti di guerra.
Dalle trincee della Grande Guerra alle campagne del secondo conflitto mondiale, il loro cammino è stato segnato anche da sofferenze immense, perdite, lontananze e ritorni impossibili. Ricordare significa rendere onore a chi non tornò, senza dimenticare il prezzo umano della guerra e il valore della pace.
Dalle guerre alla solidarietà
La storia degli Alpini, però, non si è fermata sui campi di battaglia.
Nel dopoguerra, l’Associazione Nazionale Alpini ha continuato a custodire lo spirito di corpo trasformandolo ogni giorno in servizio concreto: soccorso alle popolazioni colpite da calamità, protezione civile, raccolte solidali, assistenza, iniziative per le comunità e cura della memoria.
Dal terremoto del Friuli del 1976 fino alle tante emergenze più recenti, le penne nere hanno dimostrato che essere Alpini significa anche esserci quando qualcuno ha bisogno.
A Salce, una storia che continua
Anche qui, nella nostra terra bellunese, il cappello alpino racconta molto più di un’appartenenza.
Racconta le persone che hanno costruito e fatto crescere il nostro Gruppo. Racconta le riunioni, le feste, gli anniversari, le amicizie, il lavoro volontario e soprattutto quei volti che oggi ritroviamo nelle vecchie fotografie e nelle pagine del nostro giornale Col Maòr.
Ci sono storie custodite negli album di famiglia, nei racconti degli anziani, nelle fotografie delle caserme e nelle parole di chi ha condiviso il servizio militare. Piccoli frammenti di vita che, messi insieme, formano la grande storia di una comunità.
È anche per questo che il Gruppo Alpini Salce porta avanti il progetto MEMORIA: per dare un nome ai ricordi, un volto alle persone e una casa alle testimonianze che non devono andare perdute.
Perché una comunità che custodisce la propria storia sa anche guardare meglio al futuro.
Il cappello che passa di generazione in generazione
Un tempo quasi ogni famiglia aveva un padre, un nonno, uno zio o un fratello che aveva fatto l’Alpino. Il servizio di leva, le caserme, i commilitoni e i raduni facevano parte del racconto quotidiano delle nostre case.
Oggi molte cose sono cambiate. Ma resta la possibilità, e soprattutto la responsabilità, di trasmettere ai giovani ciò che di migliore quella esperienza ci ha insegnato: il rispetto, la solidarietà, la disponibilità, il senso della comunità.
La penna nera continua così a vivere non soltanto nei ricordi, ma nei gesti di chi sceglie di dare una mano.
1872 — 2026
154 anni. Milioni di storie.
Un’unica grande famiglia.
Buon compleanno, Alpini!
Oggi il nostro augurio va agli Alpini in servizio, a quelli in congedo, a chi continua a indossare con orgoglio il cappello con la penna e a tutti gli amici che condividono i valori della nostra Associazione.
Va a chi è tornato dalla guerra e a chi non ha fatto ritorno. A chi ha costruito i nostri Gruppi, a chi li tiene vivi e a chi raccoglierà domani il testimone.
Va soprattutto a chi, anche senza clamore, continua a dimostrare che la solidarietà è fatta di gesti e non soltanto di parole.
Buon compleanno, Alpini.
Viva gli Alpini. Viva l’Italia! 🇮🇹
Il Gruppo Alpini Salce


