Camminare insieme: il 25° del 1989

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IL NOSTRO GRUPPO

8 e 9 luglio 1989: una mostra, un opuscolo e una festa senza fanfara per i venticinque anni degli Alpini di Salce

«Quel 25 ottobre 1964 era una giornata piovosa». Venticinque anni dopo il capogruppo Ezio Caldart volle ricordarlo davanti ai soci, alle autorità e alla gente di Salce, e aggiunse il vecchio detto: «Gruppo bagnato, Gruppo fortunato». Era la domenica 9 luglio 1989 e il Gruppo Alpini «Gen. Pietro Zaglio» festeggiava il suo 25°, contando gli anni da quella prima inaugurazione sotto la pioggia.

Per la ricorrenza il Gruppo aveva preparato tre cose: una mostra fotografica, una giornata di cerimonie e un piccolo libro, che porta un titolo diventato quasi un motto: «Camminare insieme».

Fotografia in bianco e nero: due uomini davanti a una porta a vetri, uno dei due taglia un nastro
«Il Direttore Didattico Zoleo apre ufficialmente la mostra»: sabato 8 luglio 1989. Col Maòr n. 4, agosto 1989, p. 1. Autore dello scatto non indicato. Archivio del Gruppo Alpini Salce.

Una festa preparata per mesi

L’idea era nata all’assemblea dei soci del 27 novembre 1988. Caldart annunciò il 25° e affidò la mostra ad Augusto Burlon e Armando Dal Pont; si pensò di coinvolgere le scuole di Giamosa e di «lasciare un segno» nel paese. Il fondo di cassa fu messo da parte per le spese. Dalle pagine del Col Maòr partì un appello: chi aveva vecchie fotografie le portasse al Gruppo, per la mostra del 25°.

Nel giugno 1989 il notiziario pubblicò il programma definitivo. Sabato 8 luglio, alle 18, l’apertura della mostra, che sarebbe rimasta aperta fino al 23. Domenica 9 il ritrovo alla Scuola Materna di Salce, la sfilata, l’alzabandiera, la Messa al campo, gli onori ai Caduti con la consegna dei riconoscimenti e i discorsi, e infine il rancio. In fondo, una promessa prudente: «Sarà presente la fanfara della Brigata Alpina Cadore (speriamo)».

Riquadro a stampa con il programma delle celebrazioni dell’8 e 9 luglio 1989
Il programma del 25° pubblicato nel Col Maòr n. 3, giugno 1989, p. 1. Archivio del Gruppo Alpini Salce.

La mostra: Salce in fotografia

La mostra fu allestita nei locali dell’Asilo. La presentò il presidente della Sezione di Belluno, Bruno Zanetti; il nastro lo tagliò il direttore didattico Francesco Zoleo. La prima parte, frutto della ricerca di Burlon e Dal Pont, raccontava Salce attraverso immagini storiche e ambientali, comprese alcune fotografie inedite di Villa Gaggia concesse da Achille Gaggia. La parte alpina ricordava i Caduti del 1940-43, il Monumento, la cappella cimiteriale, la sede, la Befana Alpina e le gite del Gruppo. C’erano anche i disegni degli scolari delle elementari di Giamosa: «Gli Alpini visti dagli scolari».

A fine anno il materiale fu consegnato all’archivio della parrocchia, perché non andasse disperso. Trentacinque anni dopo, il libro del 60° anniversario del Gruppo avrebbe ripresentato molte di quelle immagini.

La domenica del 25°

Domenica 9 luglio gli alpini sfilarono dall’Asilo al Monumento ai Caduti. Due giovani alpini alle armi, Praloran e Dell’Eva, portarono la corona d’alloro. Davanti al Monumento si celebrò la Messa al campo.

Fotografia in bianco e nero dall’alto: persone raccolte su una piazza lastricata attorno a un altare da campo
«Messa al campo davanti al Monumento», 9 luglio 1989. Col Maòr n. 4, agosto 1989, p. 2. Archivio del Gruppo Alpini Salce.

C’erano il sindaco di Belluno Giovanni Crema, il consigliere nazionale dell’ANA Casagrande, il presidente Zanetti, ufficiali della Brigata Cadore, il cappellano del battaglione «Belluno», rappresentanti della Sezione di Feltre e una quindicina di gagliardetti. Mancava il parroco, don Gioacchino Belli, ricoverato a Milano: mandò il suo saluto registrato su una cassetta.

Mancavano anche la fanfara e perfino il trombettiere. Il Col Maòr la prese con filosofia, in dialetto: «se no i sona, i fis’ciarà».

Le parole del capogruppo

Caldart portò il saluto dei 167 soci. Ricordò la madrina, Eugenia Zaglio Meloni, figlia del generale Pietro Zaglio al quale il Gruppo è intitolato; il socio più anziano, il cavaliere di Vittorio Veneto Giovanni De Menech, classe 1896; il primato di essere stato il primo Gruppo costituito nel Comune di Belluno. Parlò delle squadre di Protezione Civile e del Col Maòr, che in quell’anno compiva anch’esso venticinque anni.

Poi vennero i riconoscimenti. Venti partecipanti al corso di pronto intervento ricevettero il diploma. Ai ventiquattro soci fondatori ancora in vita fu consegnato un gagliardetto, ideato dal grafico Francesco Di Marzio. Al segretario Mario Dell’Eva andò una pergamena con medaglia d’oro; al sindaco un piatto in ceramica. Il resto della giornata fu rancio, offerte, un cappello alpino scolpito nel legno con la scritta «25° Gruppo Alpini di Salce», una poesia in dialetto per le cuoche.

«Camminare insieme»

Per il 25° il Gruppo realizzò anche un opuscolo, «nel ricordo dei Caduti in guerra e dei soci deceduti», per raccontare la propria storia. Lo intitolò «Camminare insieme» e lo pubblicò come supplemento al Col Maòr di giugno 1989. Nel numero di agosto il giornale spiegava di voler completare quelle pagine con la cronaca della festa.

Chi lo ricevette scrisse alla redazione: un colonnello di Feltre lodò il profilo del generale Zaglio; un generale lo chiamò affettuosamente «fascicoletto». Il libro del 60° anniversario ne riproduce la copertina, «Camminare insieme… – Profilo storico-associativo – 25° anniversario Gruppo Alpini di Salce Belluno», fra i libri del «dem».

Oggi, però, nell’archivio digitale del Gruppo non ne abbiamo ancora trovato una copia completa. Conservate l’opuscolo «Camminare insieme» del 1989? Oppure fotografie della festa dell’8 e 9 luglio, della mostra nell’Asilo, della sfilata? Potete scrivere al Gruppo Alpini Salce: ci aiuterete a ricostruire un capitolo della nostra storia.

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