📚 IL COL MAÒR RACCONTA
Dieci anni dopo la nascita, il Gruppo festeggiò in alto, sul colle che dà il nome al suo giornale. Mario Dell’Eva la raccontò dietro le quinte e sul proscenio nel numero di dicembre 1973.
«Ore 6: piove!»
«Mattino di domenica 30 settembre. Ore 6: piove!… Ore 6,30: non piove più». Così Mario Dell’Eva, il «Dem», annotò l’alba del giorno atteso da un anno. Dalle finestre della casa di Bettin seguiva i lavori sul Col Maòr con il binocolo, e c’era di che tenere gli occhi incollati alle lenti: fino al venerdì aveva piovuto, e lui stesso era finito in ospedale, uscendone appena in tempo.
L’idea era nata dodici mesi prima, in una frase buttata lì da un consigliere: «Sai, dobbiamo fare una festa sul Col Maor». E, per convincerlo, l’argomento decisivo: «Ho fatto dieci feste di S. Bartolomeo! Vuoi che non sia capace…». Il Consiglio disse sì «all’unanimità» a un programma in due tempi. Il mattino sarebbe stato dei Cavalieri di Vittorio Veneto, gli ex combattenti della Grande Guerra, «alpini e non alpini»; il pomeriggio, della festa. Dell’Eva ne fece poi il racconto per il Col Maòr di dicembre 1973, e lo intitolò «Dietro le quinte e sul proscenio».

La mattina dei Cavalieri
Alle 9 si aprì lo spaccio e salì la fanfara di Ponte nelle Alpi. I «boce» del Gruppo c’erano quasi tutti. Dei diciannove Cavalieri di Vittorio Veneto di Salce ne arrivarono quattordici.
Alle 10,30 don Gioacchino Belli disse la Messa. Per gli alpini era ormai, scrive Dell’Eva, «considerato il nostro cappellano del Gruppo, più che Parroco». Seguirono i discorsi. Il capogruppo Giovanni Dal Pont ripercorse «la storia di questi dieci anni di vita» e ricordò i soci che non c’erano più. Giuseppe Rodolfo Mussoi, presidente della Sezione di Belluno, elogiò le iniziative del Gruppo, e fra queste il Col Maòr. Il sindaco Piero Zanchetta ne lodò la semplicità.
I «boce» consegnano le medaglie ai «veci»
Poi vennero le medaglie. Erano d’argento, offerte dal Gruppo, e ognuna portava il distintivo dell’A.N.A., il nome del Gruppo e quello del premiato. Le prime tre passarono dalle mani del sindaco, del presidente sezionale e del capogruppo. Tutte le altre le consegnarono i giovani alpini, i «boce», che avevano chiesto loro di farlo. Per ogni Cavaliere si leggevano ad alta voce i dati del servizio militare, e Dell’Eva annotò: «Qualche lacrimuccia furtiva, molti gli occhi lucidi».
Uno di quei vecchi era Giovanni «Nani» De Menech, classe 1896. Poche settimane più tardi prese la penna e scrisse al giornale: grazie dell’invito «alla bella festa organizzata per il 10° anniversario del notiziario Col Maor e del Gruppo Alpini di Salce (peccato per il tempo!)», e grazie della medaglia ricevuta «come “vecio” combattente».

Pioggia, tende e conti
Il tempo, appunto. Alle 12,10 ricominciò a piovere, e il pranzo finì sotto due tende prestate da un reparto militare, lo stesso che aveva messo a disposizione le cucine. Nel suo resoconto il «Dem» ringraziò i soci come li si chiamava in paese, per soprannome: «i Ciso, i Gìo, i Cici, i Cencio, gli Ezio, i Renzo, gli Italo, i Nani, i Mario». Con loro ringraziò il Comune di Belluno e la Brigata alpina «Cadore». Sul prato erano arrivati i gagliardetti di diversi Gruppi della zona, fra cui Belluno Città, Castion, Sois, Ponte nelle Alpi, Sospirolo e Trichiana.
Il giornale non si fermò ai ringraziamenti e pubblicò anche i conti. La festa aveva chiuso in perdita; il buco lo coprirono le offerte dei soci, la Parrocchia di Salce e la cassa del Gruppo. E ci fu posto anche per una punzecchiatura: dal 7° Alpini nessun ufficiale era salito sul Col Maòr, benché «il comandante del 7° è per tradizione socio del nostro Gruppo».
Dieci anni da quando?
Il Libro del 60° anniversario torna sulla festa in quattro pagine: tre volte la data è il 30 settembre 1973, una volta il 1974. La cronaca scritta a caldo chiude la questione: fu domenica 30 settembre 1973. I dieci anni si contavano dalla costituzione del 1963 (la storia della nascita del Gruppo). Nani De Menech, nella sua lettera, festeggiava però anche il decennale del Col Maòr, nato nel 1964 (la storia del giornale). Per il «vecio» del 1896, sul Col Maòr, in quella domenica di pioggia, si erano festeggiati tutti e due.
Aiutateci a ricordare
- Chi riconosce le persone nelle fotografie della festa sul Col Maòr?
- L’elenco completo dei Cavalieri premiati è nel Col Maòr di dicembre 1973, ma la copia che abbiamo è in parte illeggibile: qualcuno ne conserva un originale?
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