Alpini? No, grazie! l’Italia che si vergogna di sé stessa.

Da un’università piemontese al presepe vietato nelle scuole elementari: il filo di un’ideologia che non discute, non ragiona, ma cancella. E che alla fine non sa più chi siamo.

C’è una frase che vale la pena tenere a mente. L’ha pronunciata Sabrina Seferi, rappresentante di Studenti Indipendenti dell’Università degli Studi di Torino (che gestisce l’Istituto Angelo Mosso al Col D’Oten (Monte Rosa) attraverso le facoltà di Scienze e Tecnologia della Montagna e Scienze Forestali — lista di sinistra nonché la più votata in ateneo — in Consiglio di Amministrazione, esprimendo il voto contrario a una convenzione con le Truppe Alpine sui rischi climatologici.

La frase che spiega tutto — La Stampa, 26 marzo 2026

“L’iniziativa è interessante ma votiamo contrario, perché comunque gli Alpini sono dei militari.”

Sabrina Seferi, Studenti Indipendenti

Non si tratta di una questione scientifica, logistica, economica. L’accordo non ha nulla a che fare con temi sensibili, ma per gli studenti di sinistra è da bocciare per principio, anche se riguarda argomenti che — come ammette la stessa consigliera — “in altri contesti sarebbero pure interessanti”. Il contenuto è buono, ma la fonte è militare, e dunque va rifiutata. Non è ragionamento. È ideologia pura.

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Di cosa parlava, concretamente, quella convenzione? Di confermare una collaborazione per studiare neve, clima e valanghe in clima alpino. Le Truppe Alpine e l’Università lavorano insieme in questo ambito già dal 2023: i primi mettono a disposizione dati e competenze operative del Meteomont — un servizio per la prevenzione e previsione del pericolo valanghe — mentre l’ateneo fornisce infrastrutture, supporto scientifico e attività didattiche.

▲ Chi è l’Istituto Angelo Mosso — il luogo al centro della polemica

Quota: 2.901 metri sul livello del mare, al Col d’Olen, tra il Corno del Camoscio e lo Stolemberg, raggiungibile da Alagna Valsesia e Gressoney-La-Trinité tramite funivia.

Fondazione: 1907, per volontà del professor Angelo Mosso, fisiologo dell’Università di Torino, con l’obiettivo di studiare gli effetti dell’altitudine sul corpo umano. Fin dalla nascita, la costruzione fu supportata logisticamente dagli Alpini.

Attività di ricerca: glaciologia, meteorologia alpina, fisiologia d’alta quota, monitoraggio dei cambiamenti climatici, prevenzione valanghe. Ospita ricercatori da tutto il mondo.

Alpini e Meteomont: le Truppe Alpine del servizio Meteomont presidiano la stazione meteorologica dell’Istituto dal 1907, raccogliendo dati cruciali per la previsione delle valanghe d’estate e d’inverno. Il loro ruolo è puramente tecnico-scientifico, non militare.

Parole del direttore (2019): “Il connubio con le Truppe Alpine risale alle ricerche di Angelo Mosso, parimenti identificabile con la nascita dell’Istituto. Grande fu l’aiuto che gli alpini diedero, anche a livello logistico, nel supportare la costruzione dell’Istituto e dell’Osservatorio. Oggi, come allora, gli alpini continuano a collaborare con l’Università.”

È uno scambio alla pari senza costi aggiuntivi per lo Stato, che unisce ricerca e capacità operative con ricadute concrete sulla sicurezza in montagna. Una collaborazione in cui ci guadagnano tutti. Tranne chi fa prevalere le questioni di principio ai contenuti.

Quelle ultime parole non sono nostre. Le ha scritte La Stampa del 26 marzo 2026. Un commento finale che suona come una sentenza.


Non è un caso isolato

Purtroppo questa vicenda non è nuova. È parte di un fenomeno radicato, che si ripete in forme diverse da anni, in tutta Italia.

■ Altri casi documentati

Dic. 2025
Università di Bologna.
I collettivi universitari si intestano come «vittoria» il mancato avvio di un corso che avrebbe coinvolto l’Accademia Militare di Modena. Il ministro della Difesa Crosetto: “Hanno rifiutato gli stessi ufficiali che potrebbero difenderli in futuro.”
Nov. 2025
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole.
Un’associazione nazionale considera il 4 novembre — la festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale — “non una giornata di festa, ma una giornata di lutto”. Invita i docenti a disertare le iniziative collegate.
Ricorrente
Il presepe vietato nelle scuole.
Da anni si moltiplicano i casi: presidi che eliminano il presepe, scuole che rinominano il Natale in “Festa d’Inverno”. Bambini che imparano la bandiera arcobaleno ma non quella italiana. Episodi documentati in Veneto, Trentino, Campania, Roma, Toscana.
Dic. 2025
Reggio Emilia.
Una scuola cancella il nome di Gesù da una canzone natalizia. Polemica nazionale, nessuna spiegazione ufficiale dalla dirigenza.

Il filo rosso: l’identità italiana sotto assedio

C’è un filo che unisce tutto questo, e passa dalle università alle aule più piccole, quelle delle scuole materne. È la stessa matrice ideologica: il sospetto sistematico verso tutto ciò che è riconoscibilmente italiano. Le tradizioni cristiane, la memoria militare, le feste popolari, persino le filastrocche di Natale.

In un asilo romano, maestre dell’istituto comunale hanno sequestrato e nascosto un presepe che una bambina aveva portato per i compagni. Le stesse maestre che, qualche mese dopo, avrebbero fatto dipingere ai bambini una bandiera ucraina senza chiedere nulla ai genitori. Il laicismo, a quanto pare, è selettivo.

Cosa ci dicono gli Alpini

Gli Alpini non sono un’astrazione ideologica. Sono figli e nipoti di questa terra, spesso proprio di queste valli. Sono quelli che intervengono nelle alluvioni, che sgomberano la neve nelle emergenze, che presidiano la memoria di una guerra che ha devastato le nostre montagne. Sono quelli che studiano le valanghe perché la montagna non perdona chi non la conosce.

Rifiutarli “per principio” non è un atto di pace. È un atto di ignoranza. O peggio: di deliberata cancellazione di ciò che siamo.

L’Italia è anche questo: è la penna sul cappello, è il presepe nelle scuole, è il Quattro Novembre, è la ricerca sulla neve fatta insieme a chi sa davvero cos’è una valanga.

Chi rinuncia a tutto questo non è più aperto. È solo più vuoto.

Michele Sacchet — Gruppo Alpini Salce • Belluno, marzo 2026

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