La montagna profanata
Nel 1929 Angelo Manaresi, presidente dell'ANA, denunciava sulle pagine de «L'Alpino» la montagna usata come salotto. Un testo, poi raccolto nel libro «Quel mazzolin di fiori…», che parla anche alle Dolomiti di oggi.
Gruppo Alpini "Gen. Pietro Zaglio" di Salce - Sezione ANA Belluno
Aiutare i vivi per onorare i morti (Nardo Caprioli)
Gli Alpini sono la fanteria da montagna dell’Esercito Italiano, costituita il 15 ottobre 1872: il più antico corpo di truppe alpine del mondo. Nati per difendere le valli reclutando gli uomini che quelle valli le abitavano, hanno attraversato la Grande Guerra, la Campagna di Russia, la Resistenza, le missioni di pace e sessant’anni di volontariato. Qui raccogliamo gli approfondimenti storici pubblicati dal Gruppo Alpini “Gen. Pietro Zaglio” di Salce.
Da dove cominciare: le vere origini degli Alpini e il capitano Giuseppe Perrucchetti; il cappello e la penna, il simbolo e ciò che significa; i gradi militari per orientarsi fra reparti e battaglioni; il mulo alpino, il compagno di lavoro che ha portato l’artiglieria in quota; il “Generale Inverno”, il nemico che ha ucciso più delle armi; e gli Alpini nelle missioni di pace, dal Mozambico a oggi.
Sotto trovi tutti gli articoli della sezione, dai primi mesi della Grande Guerra al Bosco delle Penne Mozze, dal Rifugio 7° Alpini alle testimonianze bellunesi.
Nel 1929 Angelo Manaresi, presidente dell'ANA, denunciava sulle pagine de «L'Alpino» la montagna usata come salotto. Un testo, poi raccolto nel libro «Quel mazzolin di fiori…», che parla anche alle Dolomiti di oggi.
Le memorie di Mirko Savo Sirovina, partigiano jugoslavo che nell'ottobre 1941, a sedici anni, visse la guerriglia contro le truppe italiane in un villaggio dell'Erzegovina vicino Dubrovnik.
Il 25 settembre 1951 Dino Buzzati raccontò sul Corriere della Sera l’inaugurazione del Rifugio 7° Alpini, sotto la Schiara. A 75 anni da quella giornata, la storia dello scrittore bellunese e della montagna della sua vita.
735 viaggi con i muli, 1.440 ore di lavoro e 120 trasporti a spalla: la storia del Rifugio 7° Alpini sotto la Schiara, del reggimento a cui è intitolato e del giorno in cui Dino Buzzati salì al Pis Pilón per il Corriere della Sera.
Domenica 30 agosto 2026 Cison di Valmarino accoglie il 55° Raduno al Bosco delle Penne Mozze. Un appuntamento che diventa occasione per raccontare la storia di uno dei luoghi simbolo della memoria alpina. Domani, tra gli alberi del Bosco delle Penne Mozze, non ci saranno soltanto migliaia di persone. Ci saranno migliaia di nomi. Nomi
Il 3 ottobre 1935 l’Italia fascista dava inizio alla guerra d’Etiopia. Anche La Voce Amica raccontò quegli avvenimenti alle famiglie di Salce. Rileggiamo oggi quelle pagine per capire come propaganda, guerra e grande storia arrivassero in un piccolo paese bellunese.
Dal 1961 al 1985, l'osteria di Papà Marcél in via Croix-de-Ville ad Aosta fu molto più di un bar: fu casa, famiglia e conforto per generazioni di allievi della Scuola Militare Alpina.
Nel dicembre 1942, durante l'Operazione Piccolo Saturno sul fronte del Don, il soldato sovietico Lev Ivanovič Zhdanov trovò un bersagliere italiano ferito tra i girasoli secchi della steppa russa. Non sparò. Guardando quel viso — tondo, ricciuto, dagli occhi neri — gli tornò in mente un quadro: L'indovina di Caravaggio. Accanto al ferito giaceva nella neve un libretto di preghiere stampato a Bergamo, la città del pittore. Una storia di guerra, d'arte e di umanità sopravvissuta all'odio.
Al Vinitaly di Verona, un bicchiere di vino e una conversazione casuale ci hanno riportati sul fronte russo del 1943. La figlia di Nelson Cenci — alpino, medico, poeta, amico di Fellini — ci ha raccontato suo padre. E il vino che porta il nome del suo libro più noto: Ritorno.
Gli italiani in Russia: due memorie dell’altra parte Dicembre 1942 – settembre 1943. Dai ricordi del carrista sovietico Sergej Otroščenkov e dalla testimonianza della civile ucraina Ekaterina Ivanovna Matejčuk, due sguardi sui soldati italiani mandati a morire a tremila chilometri da casa. Nell’estate del 1942, Mussolini inviò sul fronte orientale l’ARMIR — l’8ª Armata Italiana
La storia del 7° Reggimento Alpini e dei suoi battaglioni bellunesi nella seconda guerra mondiale: dalla guerra contro la Francia al fronte greco-albanese, dalla guerriglia in Montenegro alla deportazione in Germania dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Un tributo agli uomini della Caserma Salsa che non tornarono, e a quelli che tornarono segnati per sempre.
Un articolo del 1921 racconta della Sagra Verde del 1921 a Cortina: l’Adunata degli Alpini come memoria, canto e fratellanza. Un richiamo perché anche oggi l’Adunata torni ad essere ricordo delle Penne Nere e dei caduti.
Dal fronte di guerra ai teatri internazionali: l’evoluzione delle penne nere, da soldati a costruttori di futuro al servizio della pace C’è un filo rosso che attraversa la storia degli Alpini dagli anni ’90 a oggi: il passaggio dalle montagne italiane ai teatri internazionali di crisi, dalla difesa dei confini nazionali alla costruzione della pace.
Il racconto dell’Adunata del 1923 in un articolo apparso su La Stampa di Torino il 13 giugno 1923. Un testo firmato P.M., che non può farci venire in mente che il mitico Paolo Monelli (che era in redazione a La Stampa proprio in quegli anni e aveva combattuto anche all’Ortigara), con un’anima inconfondibilmente alpina: passo sicuro, lingua schietta, ironia ruvida e una commozione mai esibita. Un ex “scarpone”, autore del libro Le scarpe al sole (1921), ambientato anche tra Valsugana e Altopiano di Asiago, capace ora di restituire il senso profondo di una festa “senza autorità e senza cerimonie”, disordinata quanto autentica.
Un viaggio alle origini degli Alpini: dalle antiche legioni alpine dell'Impero Romano fino alla nascita ufficiale del Corpo nel 1872, una storia lunga duemila anni.