A Genova si distribuiscono fischietti contro le penne nere. Sulla sharia, sui delitti d’onore, sul velo obbligatorio: silenzio. Una riflessione alpina sulla geografia delle proteste.
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Quarant’anni di Adunate, quattro saltate in tutto. Una risposta alle polemiche su militarismo, molestie e diritto allo studio — con ironia, memoria e qualche zampetta di troppo.
Da Rimini 2022 (500 segnalazioni, 11 denunce, nessun colpevole) al cartello “Fucilarli tutti per non educare nessuno”. La parabola di un movimento, vista da un alpino che c’era.
Al Vinitaly di Verona, un bicchiere di vino e una conversazione casuale ci hanno riportati sul fronte russo del 1943. La figlia di Nelson Cenci — alpino, medico, poeta, amico di Fellini — ci ha raccontato suo padre. E il vino che porta il nome del suo libro più noto: Ritorno.
Quando gli studenti universitari bocciano per principio una convenzione scientifica con le Truppe Alpine — senza discuterne il merito — si rivela qualcosa di più profondo: un’ideologia che rifiuta sistematicamente tutto ciò che è riconoscibilmente italiano, dagli Alpini al presepe nelle scuole.
Un articolo del 1921 racconta della Sagra Verde del 1921 a Cortina: l’Adunata degli Alpini come memoria, canto e fratellanza. Un richiamo perché anche oggi l’Adunata torni ad essere ricordo delle Penne Nere e dei caduti.
Sono aperte le iscrizioni ai Campi Scuola ANA 2026. Per la provincia di Belluno il campo si svolgerà a Feltre dal 4 al 19 luglio: un’esperienza di montagna, formazione e volontariato per giovani dai 16 ai 24 anni.
C’è un detto antico tra gli alpini che dice: “Togliere il mulo ad un alpino è come strappargli la penna dal cappello”.
Il racconto dell’Adunata del 1923 in un articolo apparso su La Stampa di Torino il 13 giugno 1923. Un testo firmato P.M., che non può farci venire in mente che il mitico Paolo Monelli (che era in redazione a La Stampa proprio in quegli anni e aveva combattuto anche all’Ortigara), con un’anima inconfondibilmente alpina: passo sicuro, lingua schietta, ironia ruvida e una commozione mai esibita. Un ex “scarpone”, autore del libro Le scarpe al sole (1921), ambientato anche tra Valsugana e Altopiano di Asiago, capace ora di restituire il senso profondo di una festa “senza autorità e senza cerimonie”, disordinata quanto autentica.
Riportiamo il post Facebook di Marco Fulcheri, Presidente della Sezione ANA di Biella, nella speranza che la nostra Adunata Nazionale ritorni ad essere rispettoso omaggio alle 216 medaglie d’Oro, ai nostri Reduci e agli Alpini in armi schierati