Le Adunate del Gruppo di Salce, da Trento a Genova (2018-2026)
Da Trento 2018 a Genova 2026: le Adunate nazionali degli Alpini vissute dal Gruppo di Salce, anno per anno, con le gallerie fotografiche del nostro archivio.
Gruppo Alpini "Gen. Pietro Zaglio" di Salce - Sezione ANA Belluno
Aiutare i vivi per onorare i morti (Nardo Caprioli)
Cronache e ricordi delle Adunate Nazionali degli Alpini a cui ha partecipato il Gruppo di Salce.
Da Trento 2018 a Genova 2026: le Adunate nazionali degli Alpini vissute dal Gruppo di Salce, anno per anno, con le gallerie fotografiche del nostro archivio.
Nella terza giornata dell'Adunata abbiamo voluto fermarci al monumento di Guido Rossa — bellunese di Cesiomaggiore, Alpino paracadutista, operaio dell'Italsider ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979 per aver denunciato un brigatista in fabbrica. Un Alpino dimenticato che non va dimenticato.
La grande sfilata di domenica sotto la pioggia sferzante, lo striscione "Alpini faro di speranza per l'Italia", la Fanfara della Cadore in apertura, Lorenza De Kunovich in rappresentanza del Comune di Belluno. Il diario del Gruppo Alpini di Salce alla sua quarta puntata.
Finalmente Genova. Treno da Chiavari, incontri con gli Alpini bellunesi, le nostre stelle alpine assediate dai fotografi, Carlotta come guida nei vicoli di Carignano e la grande cena di pesce alla Bocciofila Chiavarese.
Focacce all'alba, treno per Rapallo, imbarcadero verso il promontorio: la seconda puntata del nostro diario racconta una giornata di mare fra Santa Margherita, Portofino e San Fruttuoso, con gli stranieri che fanno la fila per fotografarci.
Sette del mattino, il piazzale della nostra sede a Salce, il caffè portafortuna da Jole. Inizia così la prima puntata del nostro diario verso l'Adunata di Genova: una tappa ad Agazzano, la risalita della Val Trebbia, l'arrivo a Chiavari sotto il tendone della Bocciofila Chiavarese.
Alla 97ª Adunata di Genova il Teatro Carlo Felice ha ospitato tre cori, due dei quali senza legami con l'ANA. La Fanfara dei Congedanti della Cadore è rimasta fuori. Il perché è una storia che i grandi alpini genovesi — da Cantore a Robustelli, da Erizzo a Vigliero — non avrebbero mai voluto leggere.
A Genova si distribuiscono fischietti contro le penne nere. Sulla sharia, sui delitti d'onore, sul velo obbligatorio: silenzio. Una riflessione alpina sulla geografia delle proteste.
Chi era Nardo Caprioli, il presidente che costruì un asilo dove aveva combattuto e lasciò agli Alpini tre parole come eredità: ricordare i morti aiutando i vivi. Un articolo per augurare a tutti voi una buona Adunata a Genova.
Possiamo arrabbiarci con Favero, con i 180 cappelli olimpici, con i silenzi del CDN. Lo facciamo, e non ci fermiamo. Ma a Genova ci andiamo lo stesso — perché c'è qualcosa che vale più di qualsiasi polemica. Si chiama rispetto. Per i veci. Per Genova. Per chi aspetta suo padre in mezzo alla folla.
Da Rimini 2022 (500 segnalazioni, 11 denunce, nessun colpevole) al cartello "Fucilarli tutti per non educare nessuno". La parabola di un movimento, vista da un alpino che c'era.
Il gruppo Alpini per il Cambiamento aveva posto quattro domande all'ANA Nazionale. L'unica risposta arrivata — sul progetto Mozambico — è stata parziale e fumosa. Le altre tre: silenzio. Nel frattempo esplode la polemica sui 180 cappelli olimpici. Ivano Gentili risponde punto per punto al Segretario Azzi: i numeri sono cambiati, i soci non sono stati informati, Edil Pemba non è una ditta italiana. Le domande restano aperte. Tutte e quattro.
Il Comitato di Presidenza ANA chiarisce il progetto Mozambico: approvato all'unanimità in CDN, rendicontato nei bilanci, citato in ogni relazione morale. Il Col Maòr pubblica testualmente la comunicazione ufficiale del Segretario Nazionale Mauro Azzi. Sopra le parti, come sempre.
Un gruppo di 17 ex dirigenti nazionali dell'ANA alza la voce contro la gestione dell'associazione: governance opaca, il cappello alpino ai volontari della Difesa, nessun limite al mandato presidenziale e fondi per il Mozambico senza rendicontazione. A un mese da Genova, con gli occhi su Brescia 2027.
A Biella l’Adunata ridà voce e passo al vecchio Alpino: tra canti, abbracci e memoria, un giorno solo per rivivere una vita intera. Un omaggio allo spirito che non invecchia mai.