I Ragazzi di Aosta ’41 furono gli studenti universitari che frequentarono il Primo Corso Allievi Ufficiali di Complemento della Scuola Militare Alpina di Aosta. Molti partirono volontari e pagarono con la vita il loro servizio durante la Seconda Guerra Mondiale. Un ricordo doveroso della loro storia.
Categoria: Personaggi
Il 12 giugno 1979, alla Caserma Battisti di Aosta, al contrappello mancava un nome: Ernesto Lomasti, detto «Cartuccia», alpinista di Pontebba e allievo del 94° Corso AUC alla SMALP. Ignazio Piussi lo definì il più forte alpinista friulano di sempre. Non aveva ancora vent’anni. Questo articolo nasce da un messaggio ricevuto a Gemona, durante i preparativi per il Triveneto 2026, da un suo compagno di Corso.
Agosto 1917, fronte dell’Isonzo. Il maestro Arturo Toscanini, venuto al fronte per visitare il figlio Walter che presta servizio in artiglieria, convince il generale Capello a mettere su una banda militare. Il 26 agosto la porta in cima al Monte Santo, conquistato da poche ore, e vi dirige marce e inni per quattro giorni sotto il tiro austriaco.
Nella terza giornata dell’Adunata abbiamo voluto fermarci al monumento di Guido Rossa — bellunese di Cesiomaggiore, Alpino paracadutista, operaio dell’Italsider ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979 per aver denunciato un brigatista in fabbrica. Un Alpino dimenticato che non va dimenticato.
Chi era Nardo Caprioli, il presidente che costruì un asilo dove aveva combattuto e lasciò agli Alpini tre parole come eredità: ricordare i morti aiutando i vivi. Un articolo per augurare a tutti voi una buona Adunata a Genova.
Giuseppe Sartor, classe 1935, alpino di Orsago e titolare della SARBO SpA, corse le maratone di New York e Londra con il cappello alpino in testa. Una storia che arriva dalla voce di sua figlia Roberta, davanti a un bicchiere di quello buono.
Il gruppo Alpini per il Cambiamento aveva posto quattro domande all’ANA Nazionale. L’unica risposta arrivata — sul progetto Mozambico — è stata parziale e fumosa. Le altre tre: silenzio. Nel frattempo esplode la polemica sui 180 cappelli olimpici. Ivano Gentili risponde punto per punto al Segretario Azzi: i numeri sono cambiati, i soci non sono stati informati, Edil Pemba non è una ditta italiana. Le domande restano aperte. Tutte e quattro.
Nel dicembre 1942, durante l’Operazione Piccolo Saturno sul fronte del Don, il soldato sovietico Lev Ivanovič Zhdanov trovò un bersagliere italiano ferito tra i girasoli secchi della steppa russa. Non sparò. Guardando quel viso — tondo, ricciuto, dagli occhi neri — gli tornò in mente un quadro: L’indovina di Caravaggio. Accanto al ferito giaceva nella neve un libretto di preghiere stampato a Bergamo, la città del pittore. Una storia di guerra, d’arte e di umanità sopravvissuta all’odio.
Al Vinitaly di Verona, un bicchiere di vino e una conversazione casuale ci hanno riportati sul fronte russo del 1943. La figlia di Nelson Cenci — alpino, medico, poeta, amico di Fellini — ci ha raccontato suo padre. E il vino che porta il nome del suo libro più noto: Ritorno.
Il Comitato di Presidenza ANA chiarisce il progetto Mozambico: approvato all’unanimità in CDN, rendicontato nei bilanci, citato in ogni relazione morale. Il Col Maòr pubblica testualmente la comunicazione ufficiale del Segretario Nazionale Mauro Azzi. Sopra le parti, come sempre.