La storia degli Alpini

Gli Alpini sono la fanteria da montagna dell’Esercito Italiano, costituita il 15 ottobre 1872: il più antico corpo di truppe alpine del mondo. Nati per difendere le valli reclutando gli uomini che quelle valli le abitavano, hanno attraversato la Grande Guerra, la Campagna di Russia, la Resistenza, le missioni di pace e sessant’anni di volontariato. Qui raccogliamo gli approfondimenti storici pubblicati dal Gruppo Alpini “Gen. Pietro Zaglio” di Salce.

Da dove cominciare: le vere origini degli Alpini e il capitano Giuseppe Perrucchetti; il cappello e la penna, il simbolo e ciò che significa; i gradi militari per orientarsi fra reparti e battaglioni; il mulo alpino, il compagno di lavoro che ha portato l’artiglieria in quota; il “Generale Inverno”, il nemico che ha ucciso più delle armi; e gli Alpini nelle missioni di pace, dal Mozambico a oggi.

Sotto trovi tutti gli articoli della sezione, dai primi mesi della Grande Guerra al Bosco delle Penne Mozze, dal Rifugio 7° Alpini alle testimonianze bellunesi.

NÓI ALPINI SÖMA I MÜI DL’ ESERCIT!

Il racconto dell’Adunata del 1923 in un articolo apparso su La Stampa di Torino il 13 giugno 1923. Un testo firmato P.M., che non può farci venire in mente che il mitico Paolo Monelli (che era in redazione a La Stampa proprio in quegli anni e aveva combattuto anche all’Ortigara), con un’anima inconfondibilmente alpina: passo sicuro, lingua schietta, ironia ruvida e una commozione mai esibita. Un ex “scarpone”, autore del libro Le scarpe al sole (1921), ambientato anche tra Valsugana e Altopiano di Asiago, capace ora di restituire il senso profondo di una festa “senza autorità e senza cerimonie”, disordinata quanto autentica.

QUANDO ARRIVAVANO GLI ALPINI, IL PAESE SI FERMAVA

L’inverno del 1971 rivive attraverso i ricordi degli Alpini del Gruppo Agordo, protagonisti delle esercitazioni sull’Appennino Tosco-Emiliano. È il racconto di un’epoca in cui l’arrivo delle Penne Nere rappresentava un evento straordinario per le comunità locali: i paesi si fermavano, le famiglie aprivano le proprie case, le stufe accese e i tavoli imbanditi diventavano simboli di un’ospitalità sincera e di un profondo legame tra popolazione e Alpini.

GITA A TRIESTE E REDIPUGLIA

La gita del Gruppo Alpini Salce a Trieste e al Sacrario Militare di Redipuglia è stata un’occasione per conoscere alcuni dei più importanti luoghi della memoria italiana, tra la Grande Guerra, il confine orientale e il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita per il Paese. Il Sacrario di Redipuglia custodisce le spoglie di oltre 100.000 caduti della Prima Guerra Mondiale ed è il più grande sacrario militare italiano.

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