Oltre il presente
Un editoriale sul "presentismo" di Hartog, l'Adunata di Genova e il vero significato dell'Alpinità: perché ricordare il passato serve a costruire il futuro.
Gruppo Alpini "Gen. Pietro Zaglio" di Salce - Sezione ANA Belluno
Aiutare i vivi per onorare i morti (Nardo Caprioli)
Storia, tradizioni e attualità del Corpo degli Alpini e dell’Associazione Nazionale Alpini.
Un editoriale sul "presentismo" di Hartog, l'Adunata di Genova e il vero significato dell'Alpinità: perché ricordare il passato serve a costruire il futuro.
Dal 1961 al 1985, l'osteria di Papà Marcél in via Croix-de-Ville ad Aosta fu molto più di un bar: fu casa, famiglia e conforto per generazioni di allievi della Scuola Militare Alpina.
Un gruppo di 17 ex dirigenti nazionali dell'ANA alza la voce contro la gestione dell'associazione: governance opaca, il cappello alpino ai volontari della Difesa, nessun limite al mandato presidenziale e fondi per il Mozambico senza rendicontazione. A un mese da Genova, con gli occhi su Brescia 2027.
Gli italiani in Russia: due memorie dell’altra parte Dicembre 1942 – settembre 1943. Dai ricordi del carrista sovietico Sergej Otroščenkov e dalla testimonianza della civile ucraina Ekaterina Ivanovna Matejčuk, due sguardi sui soldati italiani mandati a morire a tremila chilometri da casa. Nell’estate del 1942, Mussolini inviò sul fronte orientale l’ARMIR — l’8ª Armata Italiana
Quando gli studenti universitari bocciano per principio una convenzione scientifica con le Truppe Alpine — senza discuterne il merito — si rivela qualcosa di più profondo: un'ideologia che rifiuta sistematicamente tutto ciò che è riconoscibilmente italiano, dagli Alpini al presepe nelle scuole.
La storia del 7° Reggimento Alpini e dei suoi battaglioni bellunesi nella seconda guerra mondiale: dalla guerra contro la Francia al fronte greco-albanese, dalla guerriglia in Montenegro alla deportazione in Germania dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Un tributo agli uomini della Caserma Salsa che non tornarono, e a quelli che tornarono segnati per sempre.
Un articolo del 1921 racconta della Sagra Verde del 1921 a Cortina: l’Adunata degli Alpini come memoria, canto e fratellanza. Un richiamo perché anche oggi l’Adunata torni ad essere ricordo delle Penne Nere e dei caduti.
Dal fronte di guerra ai teatri internazionali: l’evoluzione delle penne nere, da soldati a costruttori di futuro al servizio della pace C’è un filo rosso che attraversa la storia degli Alpini dagli anni ’90 a oggi: il passaggio dalle montagne italiane ai teatri internazionali di crisi, dalla difesa dei confini nazionali alla costruzione della pace.
C’è un detto antico tra gli alpini che dice: “Togliere il mulo ad un alpino è come strappargli la penna dal cappello”.
Il testo che proponiamo qui sotto è una trascrizione letterale, rispettosa fino all’ultima inflessione, di un articolo in cui Paolo Monelli parla di un libro fondamentale per la storia del Corpo e appena pubblicato, nel lontano 1922, “I Verdi: cinquant’anni di storia alpina 1872-1922”, opera storica curata da Renzo Boccardi e pubblicata per celebrare il cinquantenario della fondazione degli Alpini.