Ricordo di Linda Fontanive, la “bella Belinda”, anima dell’osteria da Gìa Osta tra Bettin e Belluno. Tra canti, amicizia e ospitalità, il suo locale fu per anni un punto di ritrovo per la comunità. Un frammento di vita di paese che rivive nei ricordi, nelle poesie in dialetto e nelle storie di chi ha condiviso quelle serate.
Categoria: Per non dimenticare
Memoria e libertà al Bosco delle Castagne: Belluno ha ricordato i dieci partigiani impiccati dai …
Un articolo del 1921 racconta della Sagra Verde del 1921 a Cortina: l’Adunata degli Alpini come memoria, canto e fratellanza. Un richiamo perché anche oggi l’Adunata torni ad essere ricordo delle Penne Nere e dei caduti.
Una riflessione sulla memoria storica e sui rischi del potere senza trasparenza C’è qualcosa di …
La testimonianza integrale del sopravvissuto di Macesnova Gorica Veliki Gaber, Slovenia – Giugno 1945 Quando …
C’è un detto antico tra gli alpini che dice: “Togliere il mulo ad un alpino è come strappargli la penna dal cappello”.
Nella foresta di Kočevje, la Slovenia fa i conti con il suo “grande cimitero a …
Il testo che proponiamo qui sotto è una trascrizione letterale, rispettosa fino all’ultima inflessione, di un articolo in cui Paolo Monelli parla di un libro fondamentale per la storia del Corpo e appena pubblicato, nel lontano 1922, “I Verdi: cinquant’anni di storia alpina 1872-1922”, opera storica curata da Renzo Boccardi e pubblicata per celebrare il cinquantenario della fondazione degli Alpini.
Il racconto dell’Adunata del 1923 in un articolo apparso su La Stampa di Torino il 13 giugno 1923. Un testo firmato P.M., che non può farci venire in mente che il mitico Paolo Monelli (che era in redazione a La Stampa proprio in quegli anni e aveva combattuto anche all’Ortigara), con un’anima inconfondibilmente alpina: passo sicuro, lingua schietta, ironia ruvida e una commozione mai esibita. Un ex “scarpone”, autore del libro Le scarpe al sole (1921), ambientato anche tra Valsugana e Altopiano di Asiago, capace ora di restituire il senso profondo di una festa “senza autorità e senza cerimonie”, disordinata quanto autentica.
Quando una parola vale più di una punizione Nel 1929 una sola parola – “bravo” …