Un editoriale sul “presentismo” di Hartog, l’Adunata di Genova e il vero significato dell’Alpinità: perché ricordare il passato serve a costruire il futuro.
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Alla 97ª Adunata di Genova il Teatro Carlo Felice ha ospitato tre cori, due dei quali senza legami con l’ANA. La Fanfara dei Congedanti della Cadore è rimasta fuori. Il perché è una storia che i grandi alpini genovesi — da Cantore a Robustelli, da Erizzo a Vigliero — non avrebbero mai voluto leggere.
Chi era Nardo Caprioli, il presidente che costruì un asilo dove aveva combattuto e lasciò agli Alpini tre parole come eredità: ricordare i morti aiutando i vivi. Un articolo per augurare a tutti voi una buona Adunata a Genova.
Possiamo arrabbiarci con Favero, con i 180 cappelli olimpici, con i silenzi del CDN. Lo facciamo, e non ci fermiamo. Ma a Genova ci andiamo lo stesso — perché c’è qualcosa che vale più di qualsiasi polemica. Si chiama rispetto. Per i veci. Per Genova. Per chi aspetta suo padre in mezzo alla folla.
“Semplice”, un aggettivo tanto usato quanto frainteso: una riflessione sul significato profondo di essere semplicemente Alpini.
Tra scandali e perdita del senso etico, una riflessione sul “pensiero alpino” come bussola per vivere con coraggio e coerenza i valori di sempre.