Il 12 giugno 1979, alla Caserma Battisti di Aosta, al contrappello mancava un nome: Ernesto Lomasti, detto «Cartuccia», alpinista di Pontebba e allievo del 94° Corso AUC alla SMALP. Ignazio Piussi lo definì il più forte alpinista friulano di sempre. Non aveva ancora vent’anni. Questo articolo nasce da un messaggio ricevuto a Gemona, durante i preparativi per il Triveneto 2026, da un suo compagno di Corso.
Categoria: Vita Associativa ANA
La città ha celebrato l’80º anniversario della Repubblica con una cerimonia che ha attraversa il centro storico: dal Monumento ai Caduti a Piazza Duomo, con il 7º Reggimento Alpini, la Fanfara di Belluno e il Prefetto che ha letto il messaggio del Capo dello Stato.
Nella terza giornata dell’Adunata abbiamo voluto fermarci al monumento di Guido Rossa — bellunese di Cesiomaggiore, Alpino paracadutista, operaio dell’Italsider ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979 per aver denunciato un brigatista in fabbrica. Un Alpino dimenticato che non va dimenticato.
La grande sfilata di domenica sotto la pioggia sferzante, lo striscione “Alpini faro di speranza per l’Italia”, la Fanfara della Cadore in apertura, Lorenza De Kunovich in rappresentanza del Comune di Belluno. Il diario del Gruppo Alpini di Salce alla sua quarta puntata.
Finalmente Genova. Treno da Chiavari, incontri con gli Alpini bellunesi, le nostre stelle alpine assediate dai fotografi, Carlotta come guida nei vicoli di Carignano e la grande cena di pesce alla Bocciofila Chiavarese.
Focacce all’alba, treno per Rapallo, imbarcadero verso il promontorio: la seconda puntata del nostro diario racconta una giornata di mare fra Santa Margherita, Portofino e San Fruttuoso, con gli stranieri che fanno la fila per fotografarci.
Sette del mattino, il piazzale della nostra sede a Salce, il caffè portafortuna da Jole. Inizia così la prima puntata del nostro diario verso l’Adunata di Genova: una tappa ad Agazzano, la risalita della Val Trebbia, l’arrivo a Chiavari sotto il tendone della Bocciofila Chiavarese.
Alla 97ª Adunata di Genova il Teatro Carlo Felice ha ospitato tre cori, due dei quali senza legami con l’ANA. La Fanfara dei Congedanti della Cadore è rimasta fuori. Il perché è una storia che i grandi alpini genovesi — da Cantore a Robustelli, da Erizzo a Vigliero — non avrebbero mai voluto leggere.
A Genova si distribuiscono fischietti contro le penne nere. Sulla sharia, sui delitti d’onore, sul velo obbligatorio: silenzio. Una riflessione alpina sulla geografia delle proteste.
Quarant’anni di Adunate, quattro saltate in tutto. Una risposta alle polemiche su militarismo, molestie e diritto allo studio — con ironia, memoria e qualche zampetta di troppo.