Nikolajewka, 26 gennaio 1943: la battaglia che aprì la strada agli Alpini
Che cosa accadde davvero a Nikolajewka il 26 gennaio 1943, come ci si arrivò e perché quella data resta centrale nella memoria alpina.
Gruppo Alpini "Gen. Pietro Zaglio" di Salce - Sezione ANA Belluno
Aiutare i vivi per onorare i morti (Nardo Caprioli)
Che cosa accadde davvero a Nikolajewka il 26 gennaio 1943, come ci si arrivò e perché quella data resta centrale nella memoria alpina.
Arcangelo De Biasi tornò dalla Russia, Antonio Coletti no. Una fotografia li ritrae a cavallo con Domenico Martin: per il Col Maòr in Albania nel 1941, per il Libro del 60° in Russia nel 1942.
I Ragazzi di Aosta ’41 furono gli studenti universitari che frequentarono il Primo Corso Allievi Ufficiali di Complemento della Scuola Militare Alpina di Aosta. Molti partirono volontari e pagarono con la vita il loro servizio durante la Seconda Guerra Mondiale. Un ricordo doveroso della loro storia.
Nel dicembre 1942, durante l’Operazione Piccolo Saturno sul fronte del Don, il soldato sovietico Lev Ivanovič Zhdanov trovò un bersagliere italiano ferito tra i girasoli secchi della steppa russa. Non sparò. Guardando quel viso — tondo, ricciuto, dagli occhi neri — gli tornò in mente un quadro: L’indovina di Caravaggio. Accanto al ferito giaceva nella neve un libretto di preghiere stampato a Bergamo, la città del pittore. Una storia di guerra, d’arte e di umanità sopravvissuta all’odio.
Al Vinitaly di Verona, un bicchiere di vino e una conversazione casuale ci hanno riportati sul fronte russo del 1943. La figlia di Nelson Cenci — alpino, medico, poeta, amico di Fellini — ci ha raccontato suo padre. E il vino che porta il nome del suo libro più noto: Ritorno.
Memoria, sofferenza e dignità nei fronti più duri. In queste giornate di freddo intenso, quando il gelo torna a farsi sentire anche nelle nostre case e nelle nostre montagne, è impossibile non fermarsi a pensare a quanto abbiano sofferto i nostri Alpini e le nostre truppe durante la ritirata di Russia dell’ARMIR. Uomini costretti a … Leggi tutto
Trasportata in elicottero fino a Mestre, la Madonna del Don ha concluso un pellegrinaggio di pace in ottanta città italiane: la storia della protettrice degli Alpini.
La storia del Caporal Maggiore Pietro Coletti, Medaglia di bronzo al valor militare, scomparso a Selenij Jar il 15 gennaio 1943 durante la ritirata di Russia.
La testimonianza di Vittorio De Biasi, Alpino della Divisione Tridentina, che si salvò dal gelo della steppa russa grazie ai valenki, i calzari di feltro russi.