Nel cimitero di Miane c’è una lapide con un nome che non suona né veneto né italiano: Jone Yoshikawa, interprete giapponese del Comando tedesco di Valdobbiadene, uccisa nel maggio 1945 e sepolta in questa terra che non era la sua. Un articolo apparso sul Col Maòr n. 1 · 2026.
Tag: Seconda Guerra Mondiale
Nel dicembre 1942, durante l’Operazione Piccolo Saturno sul fronte del Don, il soldato sovietico Lev Ivanovič Zhdanov trovò un bersagliere italiano ferito tra i girasoli secchi della steppa russa. Non sparò. Guardando quel viso — tondo, ricciuto, dagli occhi neri — gli tornò in mente un quadro: L’indovina di Caravaggio. Accanto al ferito giaceva nella neve un libretto di preghiere stampato a Bergamo, la città del pittore. Una storia di guerra, d’arte e di umanità sopravvissuta all’odio.
Gli italiani in Russia: due memorie dell’altra parte Dicembre 1942 – settembre 1943. Dai ricordi …
Belluno ricorda i quattro partigiani di Piazza dei Martiri L’81° anniversario dell’impiccagione di Salvatore Cacciatore, …
Memoria e libertà al Bosco delle Castagne: Belluno ha ricordato i dieci partigiani impiccati dai …
Una riflessione sulla memoria storica e sui rischi del potere senza trasparenza C’è qualcosa di …
Nella foresta di Kočevje, la Slovenia fa i conti con il suo “grande cimitero a …
Memoria, sofferenza e dignità nei fronti più duri. In queste giornate di freddo intenso, quando …