Dal 1961 al 1985, l’osteria di Papà Marcél in via Croix-de-Ville ad Aosta fu molto più di un bar: fu casa, famiglia e conforto per generazioni di allievi della Scuola Militare Alpina.
Tag: Memoria alpina
Ricordo di Linda Fontanive, la “bella Belinda”, anima dell’osteria da Gìa Osta tra Bettin e Belluno. Tra canti, amicizia e ospitalità, il suo locale fu per anni un punto di ritrovo per la comunità. Un frammento di vita di paese che rivive nei ricordi, nelle poesie in dialetto e nelle storie di chi ha condiviso quelle serate.
Il testo che proponiamo qui sotto è una trascrizione letterale, rispettosa fino all’ultima inflessione, di un articolo in cui Paolo Monelli parla di un libro fondamentale per la storia del Corpo e appena pubblicato, nel lontano 1922, “I Verdi: cinquant’anni di storia alpina 1872-1922”, opera storica curata da Renzo Boccardi e pubblicata per celebrare il cinquantenario della fondazione degli Alpini.
Il racconto dell’Adunata del 1923 in un articolo apparso su La Stampa di Torino il 13 giugno 1923. Un testo firmato P.M., che non può farci venire in mente che il mitico Paolo Monelli (che era in redazione a La Stampa proprio in quegli anni e aveva combattuto anche all’Ortigara), con un’anima inconfondibilmente alpina: passo sicuro, lingua schietta, ironia ruvida e una commozione mai esibita. Un ex “scarpone”, autore del libro Le scarpe al sole (1921), ambientato anche tra Valsugana e Altopiano di Asiago, capace ora di restituire il senso profondo di una festa “senza autorità e senza cerimonie”, disordinata quanto autentica.
Il Col Maòr, periodico del Gruppo Alpini Salce nato nel 1964, racconta in questo articolo la propria evoluzione tipografica e organizzativa nel corso di 39 anni. Un invito a non dimenticare chi ha portato il cappello con la penna nera e a custodire le tradizioni alpine sancite dallo Statuto dell’ANA fin dal 1919.