Il primo Bollettino Parrocchiale di Salce (ottobre 1927)

La Voce Amica: quasi un secolo di Salce raccontato nelle pagine del bollettino parrocchiale

Nell’ottobre del 1927 usciva il primo numero de La Voce Amica. Da allora, per oltre ottant’anni, il bollettino parrocchiale ha raccontato la vita di Salce, entrando nelle case delle famiglie e raggiungendo anche chi era partito lontano. Oggi quell’immenso patrimonio di memoria è stato digitalizzato dal Gruppo Alpini “Gen. Pietro Zaglio” di Salce ed è a disposizione di tutti.

Ci sono archivi che conservano documenti. E poi ci sono archivi che conservano una comunità.

Quello de La Voce Amica, il bollettino parrocchiale di Salce, appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Bisogna tornare indietro di quasi un secolo, all’ottobre del 1927, per trovare il suo primo numero. Erano poche pagine, realizzate con i mezzi tipografici dell’epoca, senza fotografie a colori, senza internet e senza quella velocità dell’informazione alla quale oggi siamo abituati.

Eppure quelle pagine avevano qualcosa di straordinariamente moderno: creavano un legame.

Un filo che univa la parrocchia alle famiglie, le contrade al paese e Salce ai tanti salcesi che già allora avevano dovuto lasciare la propria terra per cercare lavoro altrove.

Un paese che parlava anche a chi era lontano

L’emigrazione faceva parte della vita quotidiana di molte famiglie bellunesi. Si partiva per altre regioni italiane, per la Francia, la Svizzera, la Germania e spesso per destinazioni ancora più lontane.

Dietro ogni partenza rimanevano genitori, mogli, figli, fratelli, amici.

La Voce Amica diventò così qualcosa di più di un semplice bollettino parrocchiale.

Per chi viveva a Salce era un appuntamento con la propria comunità. Per chi si trovava lontano poteva diventare un piccolo pezzo di casa ricevuto per posta.

Dentro quelle pagine c’erano nomi conosciuti, famiglie, nascite, matrimoni, lutti, feste, lavori nei campi, celebrazioni religiose e avvenimenti che oggi potrebbero sembrare piccoli, ma che per chi apparteneva a quella comunità rappresentavano il mondo intero.

La grande storia vista da un piccolo paese

Dal 1927 fino al 2008, per oltre ottant’anni, La Voce Amica ha continuato ad accompagnare la vita di Salce.

E proprio questa continuità rende oggi il suo archivio particolarmente prezioso.

Sfogliare quei numeri significa attraversare buona parte del Novecento osservandolo non attraverso i grandi libri di storia, ma dalle finestre delle case di Salce.

Ci sono gli avvisi della parrocchia e le ricorrenze religiose, ma anche i consigli legati alla vita contadina, le notizie delle famiglie, le cronache del paese e i cambiamenti della società.

E inevitabilmente, tra quelle pagine, entrano anche gli avvenimenti della grande storia.

Il fascismo, gli anni difficili tra le due guerre, il secondo conflitto mondiale, le partenze dei soldati, le preoccupazioni delle famiglie, il dopoguerra, l’emigrazione, la ricostruzione, il progressivo abbandono della società contadina e l’arrivo della modernità.

Tutto viene raccontato dalla prospettiva particolare di una piccola comunità bellunese.

Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante dell’archivio: la storia nazionale e internazionale si intreccia continuamente con quella delle persone comuni.

Nomi che tornano a vivere

A distanza di decenni, quelle pagine permettono anche di ritrovare persone che altrimenti rischierebbero di sopravvivere soltanto in qualche fotografia conservata in un cassetto.

Cognomi ancora presenti a Salce. Famiglie conosciute. Persone partite. Giovani chiamati alle armi. Sacerdoti, contadini, emigranti, bambini, anziani.

Piccoli episodi che allora potevano apparire normali diventano oggi testimonianze preziose.

È questa, in fondo, la forza delle fonti locali: raccontano ciò che spesso la grande storia dimentica.

Non soltanto ciò che è accaduto, ma come gli avvenimenti sono stati vissuti dalle persone.

Un patrimonio salvato dagli Alpini di Salce

Un archivio del genere, però, avrebbe potuto facilmente andare disperso.

La carta invecchia, si deteriora, viene dimenticata negli scaffali. E con essa rischiano di scomparire anche le storie che custodisce.

Per questo il Gruppo Alpini “Gen. Pietro Zaglio” di Salce ha deciso di affrontare un lavoro importante: digitalizzare l’intero archivio de La Voce Amica.

L’iniziativa è stata realizzata in occasione del 50° anniversario di fondazione del Gruppo, trasformando quel patrimonio cartaceo in un grande archivio digitale destinato alla popolazione.

Un regalo a Salce, ma soprattutto alle generazioni future.

Perché conservare la memoria non significa soltanto ricordare il passato.

Significa permettere a chi verrà dopo di noi di poterlo ancora conoscere.

Dal 1927 al web

Oggi tutto questo patrimonio è liberamente consultabile online sul sito:

www.bollettinisalce.com

Chiunque può entrare nell’archivio e iniziare a sfogliare quelle vecchie pagine.

È un viaggio curioso e spesso sorprendente.

Si può partire cercando un anno particolare, magari quello della nascita di un nonno o di un bisnonno. Si può cercare un cognome di famiglia. Oppure semplicemente leggere e lasciarsi trasportare dalle cronache di un paese che cambia lentamente insieme al resto d’Italia.

E più si sfogliano quei bollettini, più ci si accorge di una cosa.

Dietro gli avvisi religiosi, le notizie agricole, le comunicazioni della parrocchia e le cronache locali emerge qualcosa di molto più grande:

la storia quotidiana di Salce.

Cominciamo un viaggio nella nostra memoria

Proprio per questo, nelle prossime settimane, inizieremo a fare qualcosa che da tempo avevamo in mente.

Torneremo a sfogliare La Voce Amica.

Numero dopo numero, anno dopo anno, cercheremo alcune delle storie più curiose, significative e talvolta dimenticate custodite in oltre ottant’anni di pubblicazioni.

Racconteremo episodi della vita del paese, personaggi, vicende legate all’emigrazione, alla guerra, alla vita contadina e ai grandi cambiamenti attraversati dalla nostra comunità.

Non sarà soltanto un viaggio nella storia.

Sarà soprattutto un viaggio nella memoria di Salce e della sua gente.

Perché quasi cent’anni fa qualcuno ebbe l’intuizione di mettere nero su bianco ciò che accadeva in una piccola comunità.

Qualcun altro conservò quelle pagine.

Gli Alpini di Salce le hanno salvate e rese accessibili a tutti.

Adesso tocca a noi tornare a leggerle e far parlare, ancora una volta, quelle vecchie pagine.

 

Fonte: bollettinisalce.com – «Il primo Bollettino Parrocchiale di Salce – Ottobre 1927»

admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Mandaci una Email
Whatsapp