La voce dall’altra parte
Le memorie di Mirko Savo Sirovina, partigiano jugoslavo che nell'ottobre 1941, a sedici anni, visse la guerriglia contro le truppe italiane in un villaggio dell'Erzegovina vicino Dubrovnik.
Gruppo Alpini "Gen. Pietro Zaglio" di Salce - Sezione ANA Belluno
Aiutare i vivi per onorare i morti (Nardo Caprioli)
Per gli Alpini la Seconda guerra mondiale fu la prova più dura: il fronte greco-albanese dal 1940, la Campagna di Russia e la ritirata del gennaio 1943, poi l’8 settembre e la scelta. Interi battaglioni non tornarono. Chi tornò portò a casa un racconto che per decenni molti non riuscirono a fare. Qui raccogliamo storie, documenti e testimonianze legate agli Alpini e al Bellunese, senza retorica e senza glorificare la guerra.
Da dove cominciare: il Ponte di Perati, dove nel 1940 comincia la campagna di Grecia e nasce il canto più amaro degli Alpini; l’Indovina del Don e la ritirata di Russia; visti dal nemico, gli Alpini nello sguardo di chi li combatteva; i figli di Belluno in guerra; l’eccidio di Malga Bala del 24 marzo 1944; e Ettore Castiglioni, l’alpinista che scelse la montagna per far passare i perseguitati.
Dopo l’8 settembre 1943 molti Alpini presero la via della Resistenza: le loro storie stanno nella sezione Partigiani. Sotto trovi tutti gli articoli di questa sezione.
Le memorie di Mirko Savo Sirovina, partigiano jugoslavo che nell'ottobre 1941, a sedici anni, visse la guerriglia contro le truppe italiane in un villaggio dell'Erzegovina vicino Dubrovnik.
Che cosa accadde davvero a Nikolajewka il 26 gennaio 1943, come ci si arrivò e perché quella data resta centrale nella memoria alpina.
Da Il generale Della Rovere di Rossellini a I due marescialli e I due colonnelli con Totò: tre film molto diversi raccontano l’8 settembre 1943, l’occupazione tedesca e il momento in cui l’obbedienza si separa dalla coscienza. Con uno sguardo agli Alpini e ai militari italiani chiamati a scegliere da soli, senza ordini e senza garanzie.
Qual è la vera storia del Ponte di Perati? Dietro il celebre canto degli Alpini ci sono la Divisione Julia, la drammatica campagna di Grecia del 1940, un ponte realmente conteso e distrutto durante il ripiegamento e le testimonianze di chi visse quei giorni. Storia, memoria e leggenda di uno dei luoghi simbolo della tradizione alpina.
I Ragazzi di Aosta '41 furono gli studenti universitari che frequentarono il Primo Corso Allievi Ufficiali di Complemento della Scuola Militare Alpina di Aosta. Molti partirono volontari e pagarono con la vita il loro servizio durante la Seconda Guerra Mondiale. Un ricordo doveroso della loro storia.
Nel cimitero di Miane c'è una lapide con un nome che non suona né veneto né italiano: Jone Yoshikawa, interprete giapponese del Comando tedesco di Valdobbiadene, uccisa nel maggio 1945 e sepolta in questa terra che non era la sua. Un articolo apparso sul Col Maòr n. 1 · 2026.
Belluno celebra il 25 Aprile 2026 con una cerimonia partecipata in Piazza dei Martiri. Istituzioni, associazioni partigiane, studenti e cittadini uniti nel ricordo, con il toccante intervento di Sara Rizzotti e la musica delle Bretelle Lasche.
Ottantuno anni fa qualcuno morì perché noi potessimo litigare liberamente. Un articolo sull'antifascismo come fondamento di tutti, sugli Alpini che scelsero la montagna dopo l'8 settembre, e su un'Italia che fatica ancora a riconoscersi in una data comune.
Nel dicembre 1942, durante l'Operazione Piccolo Saturno sul fronte del Don, il soldato sovietico Lev Ivanovič Zhdanov trovò un bersagliere italiano ferito tra i girasoli secchi della steppa russa. Non sparò. Guardando quel viso — tondo, ricciuto, dagli occhi neri — gli tornò in mente un quadro: L'indovina di Caravaggio. Accanto al ferito giaceva nella neve un libretto di preghiere stampato a Bergamo, la città del pittore. Una storia di guerra, d'arte e di umanità sopravvissuta all'odio.
Gli italiani in Russia: due memorie dell’altra parte Dicembre 1942 – settembre 1943. Dai ricordi del carrista sovietico Sergej Otroščenkov e dalla testimonianza della civile ucraina Ekaterina Ivanovna Matejčuk, due sguardi sui soldati italiani mandati a morire a tremila chilometri da casa. Nell’estate del 1942, Mussolini inviò sul fronte orientale l’ARMIR — l’8ª Armata Italiana
Il 23 marzo 1944, dodici militari della GNR già Carabinieri Reali, di presidio alla centrale idroelettrica di Bretto di Sotto (Tarvisio), furono catturati dalla banda partigiana «Alto Isonzo» e condotti a tappe forzate sull'altopiano di Malga Bala, dove vennero trucidati. Nel 2009 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferì a ciascuno di loro la Medaglia d'Oro al Merito Civile: un riconoscimento atteso sessantacinque anni, per uomini rimasti troppo a lungo nell'oblio.
La storia del 7° Reggimento Alpini e dei suoi battaglioni bellunesi nella seconda guerra mondiale: dalla guerra contro la Francia al fronte greco-albanese, dalla guerriglia in Montenegro alla deportazione in Germania dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943. Un tributo agli uomini della Caserma Salsa che non tornarono, e a quelli che tornarono segnati per sempre.
Belluno ricorda i quattro partigiani di Piazza dei Martiri L’81° anniversario dell’impiccagione di Salvatore Cacciatore, Giuseppe De Zordo, Valentino Andreani e Gianni Piazza ha riunito istituzioni, associazioni partigiane, cittadini e studenti. Toccante l’intervento di Sara, presidentessa della Consulta Provinciale degli Studenti. Belluno, 17 marzo 2026. Ottantuno anni fa, in questa stessa mattina, i cittadini bellunesi
Memoria e libertà al Bosco delle Castagne: Belluno ha ricordato i dieci partigiani impiccati dai nazisti In una splendida giornata di sole, molti cittadini, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni politiche, d’arma e partigiane – si sono ritrovati al Bosco delle Castagne per ricordare uno degli episodi più drammatici della storia locale. Proprio in questo
Una riflessione sulla memoria storica e sui rischi del potere senza trasparenza C’è qualcosa di profondamente inquietante nella notizia che emerge dai documenti resi pubblici negli Stati Uniti nelle scorse settimane. Anthropic, l’azienda che sviluppa il chatbot di Intelligenza Artificiale Claude, ha acquistato e fisicamente distrutto milioni di libri per digitalizzarli e usarli nell’addestramento dei